Bologna e lavoro, innovazione e quote rosa al top

Bologna e lavoro, innovazione e quote rosa al top

Se si parla di lavoro e occupazione, a livello nazionale la media è preoccupante nel confronto con il resto dell’Europa, ma a livello regionale, Bologna si difende molto bene nel ranking delle province e l’Emilia Romagna è tra le regioni più virtuose. A dirlo sono i dati e le statistiche dell’Osservatorio Statistico dei consulenti del lavoro pubblicati negli scorsi giorni. Il quadro che emerge disegna una certa disparità tra nord e sud secondo diversi punti di vista, e un primato che riguarda anche Bologna. Il capoluogo di regione conquista il sesto posto nella classifica relativa agli stipendi medi più alti d’Italia. I bolognesi guadagnano in media 1424 euro, a pochissima distanza dal podio occupato da Bolzano, Varese e Monza-Brianza.

Gli stipendi alti assicurano un buon tenore di vita nella città felsinea e in tutta la provincia, a testimonianza di un lavoro importante di industrializzazione che non riguarda soltanto l’universo maschile, ma anche e soprattutto quello femminile. Il capoluogo emiliano è infatti riuscito a conquistare il primato assoluto in Italia per le “quote rosa” del lavoro. A Bologna, infatti, due donne su tre hanno una posizione lavorativa e possono contare su contratti che le tutelano anche in caso di gravidanza. Il confronto con il sud è pressoché schiacciante: il lavoro nero è prevalente, e solo una donna su quattro ha un contratto regolarmente registrato. L’ottimo livello di integrazione femminile nel tessuto lavorativo bolognese favorisce premia anche nel confronto tra i diversi tassi di occupazione. A Bologna e in tutta la provincia, pur sussistendo – come nel resto d’Italia – differenze salariali, non è tanta la differenza di occupazione tra l’universo femminile e i colleghi uomini, mentre al Sud questa disuguaglianza si traduce in una forbice di circa 30 punti percentuali.

Nell’analisi del mondo lavorativo non va affatto dimenticato l’apporto delle tecnologie. Efficienza e innovazione del mercato del lavoro sono componenti essenziali su cui giudicare i progressi dell’Italia. A misurare questi dati è il Labour Market Efficiency sud-index, un vero e proprio indice basato sul tasso di occupazione della provincia, del numero di neet, di quanti cittadini che risiedono in provincia svolgono mansioni altamente qualificati e di quanti contratti precari sussistono. Da questo speciale indice arrivano altre buone notizie per Bologna, che scalza dalla testa della classifica Milano. A completare il podio Lecco, subito sotto Monza-Brianza e Trieste, per un ranking che testimonia ancora una volta il “buon lavoro” del Nord Italia e i tanti chilometri che deve ancora percorrere il sud.

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