Startup innovative, Bologna entra in Top 5

Startup innovative, Bologna entra in Top 5

Innovazione, tecnologia e servizi: sono queste le parole d’ ordine delle nuove tipologie d’ impresa che sbarcano nella new economy. E dai dati divulgati dalla Camera di commercio nel rapporto sulle nuove imprese innovative, il capoluogo emiliano sembra aver recepito bene il messaggio. Bologna risulta essere infatti al secondo posto per presenza di startup rispetto al numero di imprese attive. In Italia sono complessivamente 6728 le imprese che rientrano nella categoria e la città delle due Torri ne vanta ben 189 registrate solo nel 2016.

Dal rapporto della Camera di Commercio è possibile dunque stilare la classifica delle città e delle regioni italiane basata proprio sul numero delle startup innovative attive sul territorio nazionale: sul podio spicca Milano con 1040 imprese a cui segue Roma con 573. Terzo gradino del podio per Torino con 301, Napoli, quarta in classifica, ne registra 209. Quinta  posizione quindi per Bologna con 189. Su base regionale invece  la maggior parte delle startup innovative ha sede in Lombardia (1509), ma l’ Emilia-Romagna è al secondo posto con 769 startup attive. Seguono il Lazio (663), il Veneto (536), la Campania (431), il Piemonte (417) e la Toscana (340).

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Si tratta per lo più di società di servizi, operanti nella realizzazioni di software e nella consulenza informatica (31%). Seguono le attività professionali scientifiche e tecniche, 19%, le attività di ricerca scientifica e sviluppo (15%). Minoritari gli altri settori: 42 startup innovative sono industriali e artigiane, e solo 5 operano nel commercio. Il 18% delle startup innovative bolognesi si qualifica come società ad alto valore tecnologico in ambito energetico. È da rilevare comunque un brusco e repentino rallentamento dell’ avviamento di start up: nel 2016, a Bologna hanno aperto 86 nuove imprese innovative, passando in due anni dal +63% al +28%. Di questo totale l’80% delle attività viene costituita mediante Srl, di cui un quinto ha un capitale inferiore ai 5.000 euro e solo l’1,6% è stata costituita con un capitale sociale di oltre 500.000 euro.

 

 

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