Posto fisso, il sogno italiano non é sinonimo di crescita

L'Italia è seconda soltanto alla Grecia nella classifica europea per contratti di lavoro a tempo indeterminato, ma questo non è sinonimo di crescita

Posto fisso, il sogno italiano non é sinonimo di crescita

Buone notizie per i sostenitori del posto fisso: l’Italia è il secondo Paese con la maggiore proporzione di occupati nello stesso posto da più di 10 anni. Il 54,3% contro il 49,2% della Francia, il 46,3% della Germania, il 45,5% della media UE, o il 38,2% del Regno Unito. Fino al 2008 la proporzione di lavoratori con più di 10 anni di “job tenure” (permanenza al lavoro nello stesso posto) era in costante calo, e non solo in Italia, ma proprio con gli anni della crisi paradossalmente ha ricominciato a crescere ovunque, tranne che in Germania, ma soprattutto nel nostro Paese, tanto da avvicinarsi molto al primo posto greco. Questo accade però per una ragione: coloro che nel picco della crisi avevano un posto di lavoro da molti anni, a tempo indeterminato, è capitato di perderlo molto meno di coloro che invece erano assunti a tempo determinato, o comunque con contratti precari.

Questo vuol dire dunque che sono molti di più gli over 55 e 60 che i giovani a godere della sicurezza lavorativa. Se pensiamo che Italia e Grecia, seconda e prima in classifica per porti fissi, sono anche tra i posti in cui non solo gli occupati sono meno (rispetto alla popolazione attiva totale) ma vi sono anche più lavoratori autonomi, vediamo che la base su cui calcolare queste statistiche proprio in questi Paesi è particolarmente ridotta. In effetti, non c’è correlazione tra la prevalenza del posto fisso e la prosperità economica e men che meno con un alto tasso d’occupazione. Anzi: negli anni 2000 ad esempio c’era una chiara correlazione negativa: meno posti fissi di lungo periodo c’erano, più aumentava l’occupazione. È stato quello  il periodo in cui sono stati creati molti posti di lavoro, soprattutto per giovani, ma con contratti precari o comunque attivati da poco. E questo avveniva sia in Italia che nella UE. Si è dovuto attendere il 2014 – 2015 prima di assistere ad una leggerissima inversione di tendenza.

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Sulla base di queste analisi dunque il posto fisso sarebbe sinonimo di una società vecchia e in declino, all’ interno della quale tutto accade a scapito dei giovani e di quanti per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro. Il precariato è una piaga sociale, ma è l’ unica alternativa. La sicurezza del posto di lavoro ce l’ ha solo chi ha avuto la fortuna di aver contratto a tempo indeterminato quando era questa la prassi. La legge Fornero e l’ estensione dei limiti dell’ età pensionabile hanno fatto il resto.

 

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