Ludopatia, i dati allarmanti di un fenomeno in crescita tra i giovani

Ludopatia, i dati allarmanti di un fenomeno in crescita tra i giovani

Maschio, centro meridionale, proveniente da istituti tecnici e con scarso rendimento. È questo l’identikit fornito dall’Università di Bologna che, in un indagine in collaborazione con Nomisma, ha fotografato il prototipo del “giocatore” o peggio ancora, del possibile “ ludopatico”.  Secondo la ricerca un ragazzo su due, di età compresa tra i 14 e i 19 anni, è attratto dal fascino del gioco d’ azzardo e subisce le avances di scommesse, lotterie e gratta e vinci. Ed è proprio con questi ultimi che avviene il primo approccio: il 35% degli studenti ha tentato la sorte almeno una volta al gratta e vinci; ci sono poi le scommesse sportive in agenzia (23 per cento), le scommesse sportive online (13 per cento) e i concorsi a pronostico a base sportiva come il Totocalcio (12 per cento).

A tentare la sorte si impara spesso dai genitori: se mamma e papà sono scommettitori, secondo la ricerca, nel 64% dei casi anche i figli lo diventano. Ma i dati diventano ancora più allarmanti se si considera la percentuali dei giovanissimi che diventano giocatori abituali. Il 17 per cento ha infatti giocato una volta a settimana o anche più, l’11 per cento lo fa con cadenza mensile e il 21 per cento più raramente. L’indagine ha poi evidenziato che per una fascia consistente dei giocatori precoci l’abitudine alle scommesse ha influito in maniera negativa sulle abitudini quotidiane e le relazioni familiari: il 36 per cento cerca di tenere nascoste le sue abitudini alla famiglia; il 4 per cento è arrivato a trascurare o sostituire gli impegni scolastici con il gioco e per il 5 per cento il gioco ha causato conflitti in casa, a scuola e con gli amici.

APPRFONDIMENTI  Bologna, una famiglia su due non paga il condominio

Anche il Cnr aveva lanciato l’allarme sulla diffusione del gioco tra gli adolescenti, rimarcando la crescita del fenomeno in generale: le giocate al netto delle vincite avevano raggiunto a luglio 2016 la soglia dei 208,9 milioni di euro, cioè +36 per cento rispetto al periodo gennaio-giugno 2015. Dati dunque confermati dall’ Università di Bologna e Nomisma, che anzi hanno sottolineato un progressivo peggioramento della situazione. Il 5% dei ragazzi, campione di 11 mila giovani tra i 14 e 19 anni, ha un approccio problematico al gioco mentre il 9% può già essere definito a rischio ludopatia.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.