Oltre le sbarre, la trattoria del carcere di Bologna

I giovani detenuti alle prese con il cibo sulla scorta

Oltre le sbarre, la trattoria del carcere di Bologna

Dal carcere minorile di Pratello nasce una nuova opportunità contro la devianza minorile: una trattoria da realizzare sul modello di InGalera, il ristorante dell’ istituto penitenziario di Bollate.

È questo il progetto di  Alfonso Paggiarino, direttore dell’Istituto penale minorile di Bologna: in cucina 4 detenuti ti regolarmente assunti guidati dallo chef Mirko Gadignani, che già lavora con loro. Apertura nei weekend, magari dal prossimo autunno. È stato già avviato  avviato l’iter per le autorizzazioni con il ministero, e anche l’Azienda Usl è al lavoro e intanto si pensa al menù. L’occasione per fare il punto è la seduta congiunta delle commissioni Affari generali, Pari opportunità e Politiche sociali, organizzata presso il carcere del Pratello.

A fronte di una capienza di 22 persone, al momento sono presenti 19 giovani tra i 16 e i 25 anni, in prevalenza stranieri. Autori, nella maggior parte dei casi, di reati contro il patrimonio. Molti hanno problemi di tossicodipendenza, altri di disagio psichico. Frequentano due laboratori finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, uno di edilizia e uno di ristorazione: sono moduli da 70 ore, retribuiti in base alla frequenza dei ragazzi, che possono arrivare a guadagnare anche 200 euro. L’aspetto su cui si punta è quello della formazione, attraverso la quale i ragazzi possano costruirsi una professionalità da mettere a frutto in futuro.
E proprio osservando il successo del laboratorio di ristorazione è partito il progetto “Oltre le sbarre “. A novembre 2016 sono partiti i primi lavori di restauro, a partire dal sottotetto, rovinato dalle nevicate e dal terremoto del 2012.

Entro aprile questa prima tranche dovrebbe concludersi, e avviarsi la seconda, che riguarda la riqualificazione di tutto lo spazio esterno: ci sarà un campo da calcetto e uno da basket, ci sarà una bella area verde dove potranno svolgersi i colloqui, ci sarà un’area dedicata agli orti, che produrranno ciò che poi sarà consumato a mensa e in trattoria. E se tutto andasse secondo i piani si potrebbe addirittura aumentare la capienza a 44 posti. L’unica perplessità, a parte quella che riguarda lo spostamento dei ragazzi o parte di essi per la durata dei lavori, è quella che riguarda gli educatori. Uno part time e 2 full time per tutti e 19 i ragazzi. Troppo pochi secondo  Elisabetta Laganà, Garante dei detenuti del Comune di Bologna, che richiede un incremento del personale poiché, sottolinea, la giustizia minorile è molto più ampia: solo in Emilia-Romagna sono 3 mila i ragazzi a rischio seguiti dai servizi sociali.

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E proprio nell’ottica di un ragionamento più ad ampio raggio sui giovani a rischio, arriva la proposta del Consiglio comunale: “Vogliamo metterci in gioco per rafforzare il lavoro tra gli educatori e l’assistenza sociale, e vogliamo promuovere lo scambio tra ‘dentro’ e fuori’ – annunciano i consiglieri Andrea Colombo, Raffaele Persiano e Francesco Errani, invitando i ragazzi di Pratello in consiglio, per osservare da vicino come si muove la macchina amministrativa. In cambio, in accordo anche col direttore Poggiarino, sarà loro offerta una cena preparata per intero dai ragazzi, una sorta di edizione numero zero di quello che sarà Oltre le sbarre.

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