Moda e mercati: podio per Francia e Italia

La classifica nel fashion premia i transalpini, ma l'Italia si difende

Moda e mercati: podio per Francia e Italia

A pochi giorni dall’inizio della fashion week milanese l’attenzione è divisa a metà tra le passerelle e i mercati europei. Secondo i dati presentati da R&S Mediobanca nel focus sulla moda, la proverbiale sfida tra marchi francesi e italiani si riflette anche sul mercato dei titoli. Il colosso del lusso francese Lvmh, che fa capo a top brand del calibro di Dior, Fendi, Loro Piana, Puccini e Bulgari, ha registrato un fatturato di oltre 35 miliardi di euro, guadagnandosi di diritto il primo posto della classifica.

Occorre addizionare i fatturati dei 15 maggiori brand italiani per raggiungere tali livelli. Un abisso apparentemente, ma in realtà il confronto Francia–Italia non è poi così sbilanciato. Tra le Top 15 di una classifica mista, il made in Italy piazza sul mercato 9 aziende, mentre la Francia soltanto sei. Il gruppo italiano di maggiore portata è Luxottica con 8,8 miliardi di euro di fatturato nel 2015, seguita a grande distanza da Prada (3, 5 mld).

Ma c’ è una partita in cui Italia batte Francia ed è quella della liquidità e della capitalizzazione. Analizzando i dati di bilancio, si scopre infatti che le italiane sono tutte accomunate dalla custodia di un “tesoretto” che, oltre al brand, potrebbe far gola sui mercati mondiali. Le aziende del made in Italy della moda sono prede ambite dai colleghi d’ Oltralpe rischiando il cosiddetto “effetto Preda”.

I primi 15 marchi italiani (tra cui figurano, oltre le già citate, Armani, Calzedonia, OTB, Ferragamo, Max Mara, Safilo e Zegna) nel biennio 2011 – 2015, hanno accresciuto del 26% il tesoretto della cassa a 5,5 miliardi con un picco massimo proprio nell’ultimo anno. La loro appetibilità sul mercato, rispetto alle big francesi sarebbe data anche dal fronte debiti, che corrisponde al 21 del patrimonio%. Dal rapporto debiti-liquidità emergono parametri da sogno per le italiane, in primis Armani, che possiede una liquidità superiore ai 600 milioni e un’incidenza della cassa sui debiti del 509 mila per cento. Al secondo posto Max Mara con il 785%, Geox (452%) terminando con l’eclettico brand Dolce & Gabbana, che registra il 180% dell’incidenza.

APPRFONDIMENTI  Bologna: boom di bar e ristoranti, ma 1 su 2 chiude

Leave a Reply

Your email address will not be published.