SOS stadi, il calcio è sempre più vuoto

Cala il numero degli spettatori, i tifosi perdono la fiducia nel sistema

SOS stadi, il calcio è sempre più vuoto

C’era una volta un’Italia che la domenica pomeriggio si mobilitava per il calcio, ad ogni livello. C’era una volta, un’Italia in cui gli stadi facevano registrare il tutto esaurito, in cui si seguiva con attenzione ogni partita. C’era una volta, una fede calcistica.

Risvegliatevi dal torpore. Quella realtà, ora non esiste più. Gli stadi italiani sono sempre più vuoti, e il divario tra le medie nazionali e quelle fatte registrare in Inghilterra per la Premier League e in Germania per la Bundesliga è ancor più importante. Sono queste le principali rilevazioni della ricerca “Il calcio in fuorigioco? Indagine sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del sistema calcio”. A firmare il documento è Focus in Media, osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà.

A far scattare l’allarme sono gli spettatori che si sono recati allo stadio durante il girone d’andata della stagione 2016-2017. Durante le prime 19 partite della serie A, la media dei 10 stadi ha superato di poco le 21mila unità, con una copertura pari al 55% dei posti disponibili. Ad abbassare il rendimento, anche e soprattutto la situazione relativa allo Stadio Olimpico, dove le restrizioni decise dal Governo hanno abbassato le frequenze in curva.

Nonostante l’inaugurazione dello Juventus Stadium, che ha aumentato le presenze dei tifosi bianconeri, rispetto alla stagione 2010-2011 l’intera serie A ha raggiunto una copertura del 55% del totale dei posti disponibili, con un tasso negativo di 4 punti percentuali. Preoccupano i numeri che non solo sono distanti anni luce da quelli inglesi e tedeschi, dove anche i team che giocano nelle serie inferiori godono di un seguito importante, ma anche rispetto a quanto accade in Spagna e Francia. La disaffezione al “pianeta calcio” è tale che durante la 23^ giornata la media è scesa fino a 19362 spettatori nonostante la programmazione in calendario del derby d’Italia Juventus-Inter.

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Il calo coinvolge anche lo stadio “Dall’Ara”, sede dei match casalinghi del Bologna, che nonostante una buona affluenza non riesce praticamente mai a raggiungere il tutto esaurito. A spiegare il forte calo di presenze negli stadi non è però la presenza sempre più massiccia delle tv nel calcio, visto che anche le Pay Tv negli ultimi anni hanno fatto registrare perdite del 4% nonostante importanti picchi d’ascolto in occasione dei match più importanti in calendario. Secondo quanto emerge dalla ricerca, gli spettatori criticano aspramente lo spettacolo in campo, ma anche la mancanza di servizi adeguati.

Mentre in Europa gli stadi si trasformano in strutture votate alla commercializzazione, tra musei, punti ristoro e store delle squadre, in Italia una struttura su due risale all’immediato dopoguerra. Ultimo fattore decisivo sono i ripetuti scandali e le continue polemiche, che hanno provocato una progressiva perdita di credibilità di una macchina in grado di creare indotti milionari e, quindi, una certa sfiducia degli spettatori. Contribuiscono alla situazione anche i costi dei biglietti, talvolta troppo alti, e la crescita, lenta ma inesorabile degli altri sport. La ricetta per riempire gli stadi in Italia, però, non è ancora stata scritta. Le strutture italiane potenzialmente avrebbero poco da invidiare alle altre europee, ma urgono provvedimenti per non rischiare di assistere alle partite di campionato all’interno di autentiche cattedrali nel deserto.

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