Federico Aldrovandi, la battaglia civile di Patrizia Moretti e la posizione indecente del Pdl

Federico Aldrovandi, la battaglia civile di Patrizia Moretti e la posizione indecente del Pdl

Federico Aldrovandi, la battaglia civile di Patrizia Moretti e la posizione indecente del PdlL’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna esprime “completa vicinanza” e “affettuoso sostegno” a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, per gli attacchi ricevuti durante una manifestazione indetta dal sindacato di polizia Coisp sotto il suo luogo di lavoro a Ferrara dopo la condanna definitiva dei quattro agenti ritenuti dai giudici colpevoli della morte del ragazzo nel 2005, a soli 17 anni.

Nei documenti, uno sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza e dai consiglieri Franco Grillini e Giovanni Favia del Misto, l’altro dal gruppo della Lega Nord, si sottolineano i “pesanti e pubblici dileggi da parte dei poliziotti condannati e di loro sodali” e si loda “l’altissima coscienza civica” della signora Moretti, che ha sempre “riposto piena fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni, operando e cooperando perché verità e giustizia fossero raggiunte”.

Gli atti sono stati approvati all’unanimità dei presenti (Pd, Idv, Fds, Lega, Misto, Sel-Verdi), ma non sono mancate le polemiche: il gruppo del Pdl ha infatti deciso di lasciare l’Aula per non partecipare al voto. Come spiegato dal capogruppo Gianguido Bazzoni, “la vicenda è più complessa di come si vuole narrare, e la famiglie sconvolte sono anche quelle dei quattro agenti condannati, probabilmente inadeguati all’incarico e non addestrati a sufficienza, non solo quella di Federico”. Sulla stessa linea Fabio Filippi (Pdl), secondo cui “la giustizia non deve diventare vendetta, la richiesta di radiare gli agenti condannati, che hanno scontato una pena al contrario di molti altri, è solo una rivalsa che non condividiamo, se così fosse le vittime di quella tragica notte diventerebbero cinque”.

La posizione assunta dai consiglieri di opposizione scatena la reazione di molti esponenti di maggioranza: Roberto Sconciaforni (Fds) parla di “posizioni indecenti” da parte del centrodestra e accusa i colleghi di “posizioni strumentali e pretestuose”, ricordando che “la magistratura ha già fatto il suo corso con una condanna definitiva, qua si tratta di giustizia etica”, Marco Monari (Pd) ribadisce come “non si tratta di una lotta personale della signora Moretti, ma di una battaglia per affermare i diritti civili”, assolutamente “non contro la polizia, ma per chiedere di riconoscere la violenza inaudita compiuta da chi la violenza dovrebbe combatterla”, e Gabriella Meo (Sel-Verdi) puntualizza come “non si tratta di un pregiudizio basato su chi commette il reato, è invece la civile richiesta che chi tutela la legge la segua anche”. Anche Liana Barbati (Idv) invita a “non far entrare la politica nella questione, stiamo parlando di civiltà perché la violenza è sempre inaccettabile”, e Franco Grillini (Misto) assicura che “la condanna è nei confronti del Coisp, un sindacato che di certo non rappresenta tutte le forze dell’ordine”, stupendosi del “non giustificazionismo ma quasi di chi difende la vita anche quando è un embrione ma poi non riesce a condannare l’omicidio di un ragazzo di diciassette anni”. Favorevole alle risoluzioni anche la Lega Nord: come spiega il consigliere Stefano Cavalli, si tratta di atti “non contro le forze dell’ordine ma a sostegno dei diritti, perché ogni vita è troppo importante, e a favore di una madre che si è rivelata un esempio”.

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