Adela Simona Andro: Morte annunciata o disgrazia?

Adela Simona Andro: Morte annunciata o disgrazia?

Adela Simona Andro: Morte annunciata o disgrazia?Ravenna, periferia. Una storia di vita come tante. In cerca di “fortuna” in Italia. Lei segue il compagno, lascia la figlia, oggi diciottenne, per provare a costruirsi un percorso, aiutando la crescita della stessa figlia mandandole denaro. Lui, muratore, senza un posto fisso. Ad un certo punto, dopo diverso tempo, a lei viene riconosciuto il titolo da infermiera e inizia a lavorare nel servizio domiciliare; un dedicarsi all’altro onorevole.

Il sociale è un area di lavoro che non tutti possono intraprendere, ma forse la sofferenza accompagna le giornate di Adela Simona Andro. Trentacinquenne romena che ieri i carabinieri, su segnalazione dei vicini, hanno trovato morta in casa, riversa sul letto. Soffocata, con ecchimosi sul collo. Il compagno (anch’esso romeno), che all’arrivo dei carabinieri si trovava in casa, viene accompagnato in caserma, è lui l’ultima persona ad essere rimasto con la donna che nel pomeriggio di ieri doveva recarsi a lavoro ma non si è presentata.

Un destino inaspettato o forse ormai dietro l’angolo attendeva Adela Simona Andro. Da tempo voleva lasciare quell’uomo, non andavano d’accordo. Le colleghe di lavoro sentivano la donna ripetere che comunque non era violento e non correva pericoli. Purtroppo le previsioni della donna erano troppo fiduciose. I carabinieri interrogano l’uomo Valer Ispas Baciu, 45 anni fino a tarda serata. Ansa alle 22.24, sempre di due giorni fa, ha annunciato che l’uomo si è dichiarato colpevole. “Non volevo ucciderla”. Parole che non ridanno vita a Adela Simona Andro ma che ci informano di come il non denunciare le violenze domestiche possa rappresentare un vero pericolo per l’incolumità di chi le subisce.

Simona Bonamassa
Foto Romagnanoi.it

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