L’isola degli Amish di Sant’Ilario: la diversità è dietro l’angolo

L’isola degli Amish di Sant’Ilario: la diversità è dietro l’angolo

L'isola degli Amish di Sant'Ilario: la diversità è dietro l'angoloE dopo l’isola che non c’è dove ogni bambino resta tale per sempre, ecco spuntare “l’isola degli Amish di Sant’Ilario” (tra Reggio Emilia e Parma), dove adulti ci si diventa ma con alcune limitazioni: no al piacere sessuale, no alle docce senza indumenti intimi, no alla tintarella al mare.

Stiamo parlando del Familiaris Consortio, un movimento ecclesiale cattolico fondato da Don Pietro Margini circa 50 anni fa , stabilitosi vicino alla strada che porta  a Montecchio (nell’Emilia) e che riunisce circa 28 famiglie del luogo. Tale movimento, spesso in contrasto con la Chiesa di Roma e costituito dall’associazione mariana Comunità delle Beatitudini, Associazione di chierici e Movimento Giovani, si caratterizza per la rigorosità delle “leggi” e imposizioni a cui bisogna sottostare.

Secondo questi super cattolici anche da sposati, l’unico scopo di un rapporto sessuale, è la procreazione: Il primo rapporto sessuale   si fa con un lenzuolo tra i corpi e un buco in mezzo”, racconta una testimone a Il Fatto Quotidiano. È assolutamente proibito il contatto fisico diretto da cui scaturirebbe il piacere. “La doccia negli spogliatoi sportivi si fa con le mutande per non vedere ciò che non si può”, continua. E ancora: “ad esempio una ragazza non può salire da sola in macchina con un uomo”. Eresia, ovviamente, le gonne corte e gli abiti succinti, le discoteche e dulcis in fundo le vacanze al mare. I membri di questa comunità  rinuncerebbero alle spiagge per non mostrare le proprie nudità. E i rapporti tra le persone tutt’altro che facili,  la via per giungere al matrimonio lunga e tortuosa: per fidanzarsi e farsi effusioni occorre l’autorizzazione; poi c’è la   promessa di castità e  infine il matrimonio.

Inutile dire quanto sia difficile, con tali regole, l’integrazione con il mondo al di là della comunità. Tendenzialmente infatti, le nuove famiglie si formano all’interno del gruppo stesso e i bambini frequentano scuole parentali con insegnanti volontari. “A volte ci incontriamo con i loro educatori, dice  ma fatichiamo a dialogare. Hanno regole ferree in cui non ci riconosciamo. Ai loro ragazzi fanno imparare il catechismo di Pio X a memoria, quello dei nostri nonni, poi sostituito dal Concilio Vaticano II. I campi estivi sono in montagna, perché al mare dovrebbero scoprirsi troppo, arrivando al peccato”, dice una catechista di una parrocchia vicina.

Che dire, la diversità è dietro l’angolo!

Marilena Felice

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