Il paradosso animalista in Trentino

Il paradosso animalista in Trentino

Legge Caccia Trentino Alto Adige“Bambi deve morire”. Almeno secondo Adriano Pellegrini del PAN-EPPA, l’ente protezione animali. Proprio così, è questa la notizia che in giornata arriva dal Trentino Alto-Adige. Un gruppo di animalisti avrebbe richiesto con decisione l’approvazione di una legge che obbligherebbe i cacciatori della regione a sparare prima ai piccoli cervi o caprioli.

Se la notizia già di per sé ha dell’assurdo, ancor più incredibili sembrerebbero le motivazioni, secondo le quali per i piccoli sarebbe meglio morire che restare orfani.

Potrebbe sembrare uno scherzo, ma non la pensano così gli animalisti del luogo ed un cenno positivo sarebbe arrivato anche da un rappresentante del WWF.

Probabilmente se i principali tutori degli animali per un volta si schierassero dalla parte del cattivo, le motivazioni sarebbero tutt’altro che scherzose. Sarebbe effettivamente reale e provato che i piccoli, privi dei genitori, avrebbero scarse possibilità di sopravvivenza. Divenendo presto vittime di altri animali predatori. Oltre ad essere incapaci di procurarsi il cibo autonomamente.

Contro questa decisione, oltre che l’opinione pubblica, probabilmente scioccata dal triste destino di tutti i Bambi del Trentino, si scagliano i cacciatori. Questi ultimi infatti si sono opposti e dalle prime dichiarazioni, la loro presa di posizione sembra dovuta a motivi prettamente tecnici, in quanto renderebbe molto più difficile la caccia, causando diversi problemi.

Se si guardasse quindi oltre il dilemma morale, gli animalisti sembrerebbero aver preso una decisione ragionata ed utile anche se in maniera cruenta.

Resta da vedere se la legge verrà approvata e come eventualmente verrà accolta. Perché per quanto sia utile, in quanti sarebbero disposti a vedere Bambi morire? Oltre gli animalisti si intende.

Italo Caputo

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