Festini a luci rosse con trans e cocaina: arrestate sette persone

Festini a luci rosse con trans e cocaina: arrestate sette persone

Trans Cocaina RiminiSi conclude, dopo cinque anni, l’operazione Ceres dei Carabinieri. Era partita dalle denunce di alcuni facoltosi imprenditori che, dopo aver passato una serata all’insegna di trans e cocaina, venivano minacciati e ricattati. In manette sette persone accusate di spaccio continuato di stupefacenti ed estorsione.

Fino a 800 per una seratina in compagnia di avvenenti trans e droga, sul litorale romagnolo era consuetudine per imprenditori turistici, albergatori ma anche semplici impiegati. Raffaele Panico, in arte Vicky, si occupava della riscossione della somma dovuta. Il napoletano trapiantato a Rimini, al minimo ritardo, minacciava i clienti di rivelare la scottante verità sui vizietti dei clienti. Uno di questi, non potendo pagare nell’immediato la prestazione, aveva lasciato in pegno la propria carta d’identità.

Faceva coppia con Panico, per soddisfare i più esigenti, anche Pierino Cantoni, nato a Livigno ma residente a Riccione, ora sottoposto a custodia cautelare. Ai due, in casi particolari, si aggiungeva anche la tedesca Maria Concetta Darbisi, anche lei è finita in manette e ora agli arresti domiciliari come Panico. La prestazione poteva costare fino a 250 euro, a cui si aggiungevano i soldi richiesti per non dare scandalo.

Per la droga, che veniva consumata durante il sesso, si parla di 100 euro al grammo. Alcuni clienti sono arrivati a consumarne 150 grammi. A 3 chili ammonta la quantità di cocaina e hashish sequestrata dai Carabinieri, che hanno arrestato tre cittadini albanesi accusati di esserne i fornitori. Si stanno accertando in questo momento tre estorsioni, ma si pensa possano essere molte di più. I clienti ricattati, spesso picchiati, nella maggior parte dei casi non denunciavano l’accaduto, al contrario si rivolgevano di nuovo agli indagati per usufruire del servizio offerto.

Dalle pagine de Il Resto del Carlino insorgono i trans: tengono a prendere le distanze dall’accaduto. L’opinione più lucida è quella di Linda: “l’errore più grosso è dire il nome vero o portare a casa il trans. Anche se credo che delinquenti nel nostro settore, come negli altri, ci siano ma sono rari. E’ chiaro che se ci inciampi, e sei sposato e magari con posizione rispettabile, rischi di grosso. Credo che le persone che sono finite sui giornali perché ricattate siano state molto imprudenti. Forse il vizio della cocaina li ha fregati, hanno perso la testa e sono incappati nei tipi sbagliati. Personalmente non domando neppure il nome ai clienti, a parte un nome anche inventato che ‘serve’ a chiamarsi durante l’atto. Tantomeno che lavoro fanno o dove abitano. Se poi vogliono parlare loro, e molti lo fanno, li sto ad ascoltare”.

Guglielmo Sano

APPRFONDIMENTI  Startup innovative, Bologna entra in Top 5

Leave a Reply

Your email address will not be published.