Via Clavature, lo deruba e poi gli rompe un ginocchio

Via Clavature, lo deruba e poi gli rompe un ginocchio

Rapina via Clavature Bologna

Dopo essere stato derubato del portafogli,  insegue il ladro, ma quest’ultimo, quando stava per essere raggiunto, si gira e gli tira un calcio sul ginocchio rompendogli i legamenti. Questa l’amara disavventura di Ivano Piccioni, idraulico bolognese di 35 anni.

Tutto ciò è accaduto in pieno centro a Bologna, in via Clavature nella notte di sabato.

L’uomo racconta: “Era circa mezzanotte e tre quarti e con quattro amici camminavo in via Clavature per andare al bar Calice. Si sono avvicinati due nordafricani, con fare scanzonato. Prima si sono accostati a un mio amico e poi uno è venuto verso di me. Mi ha chiesto se volessi della cocaina, che naturalmente ho rifiutato, poi mi ha abbracciato e repentinamente si è allontanato di un paio di metri. Subito mi sono toccato in tasca e ho capito che mi aveva derubato. Ho gridato ‘il mio portafogli’ e loro sono scappati come due centometristi. Hanno girato in via dell’Archiginnasio e poi si sono separati. Ho inseguito il ladro in via de’ Foscherari ed ero quasi arrivato a prenderlo. A quel punto lui si è voltato e mi ha mollato un calcione nel ginocchio, che si è rigirato, così mi si sono rotti i legamenti. ovviamente, sono caduto per terra e lui è scappato“.

Questa è una tecnica molto utilizzata, dalle bande di nordafricani, che a volte girano per le strade del centro di Bologna, di notte per rubare portafogli.

Allo sfortunato artigiano sono stati rubati 300 euro che servivano per comperare il regalo alla nipotina, la quale dopo qualche giorno veniva battezzata, oltre alla brutta frattura che non gli permetterà di lavorare per dei mesi, causando indubbiamente dei problemi ad un artigiano.

Infine il 35enne dichiara: La cosa grave, a mio avviso – aggiunge il giorno dopo –, è che questa gente non si ferma davanti a nulla. Io ho 35 anni, sono abbastanza robusto, e in più eravamo un gruppo di quattro amici, tutti uomini giovani, ma tutto ciò non è bastato a farli desistere. Mi chiedo cosa sarebbero stati disposti a fare se al posto mio ci fosse stato un ragazzino, o un anziano, o una donna. E poi, eravamo in via Clavature, mica in una strada malfamata. Mi dispiace per Bologna e per noi che la viviamo, fa tristezza vedere il centro storico ridotto così. Il problema non è chiudere al traffico, il problema è la legalità”. “Se non può girare tranquillo un uomo giovane come sono io, peraltro nemmeno da solo, chi può stare tranquillo?“.

Martina Tessari

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