Finisce il 28 Febbraio il pontificato di Papa Benedetto XVI

Finisce il 28 Febbraio il pontificato di Papa Benedetto XVI

“Morto un papa, se ne fa un altro”, siamo all’antitesi di questo proverbio. Quella del 28 febbraio sarà una data che entrerà negli annali della storia. Joseph Ratzinger si dimetterà dal ruolo di Papa. Una notizia sorprendente per un atto che non ha avuto precedenti se non nel caso di Celestino V. È il secondo dopo 264 papi  ad abbandonare il ruolo di pontefice di Roma.

È stato padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, a comunicarlo durante la conferenza stampa. Le dimissioni di Papa Benedetto XVI sarebbero legate “all’esame di coscienza delle sue forze in rapporto al ministero da svolgere”. Manterrà il ruolo fino alle ore 20,00 del 28 Febbraio. Dopo lascerà il soglio papale per ritirarsi, probabilmente, presso un convento. Per Marzo sarà predisposto un nuovo conclave al quale non potrà prendere parte. Non si capisce bene la motivazione reale di questa particolare decisione, forse una condizione di salute non proprio fiorente, ma lo stesso Lombardi ha escluso l’esistenza di una “malattia specifica”, anzi ha aggiunto “che tutti possano essere tranquilli sulla piena libertà con la quale ha preso la sua decisione. Non risulta nessuna malattia in corso che influisca sulla decisione”.

Una scelta, forse, non del tutto nuova se consideriamo il libro intervista “Luce del mondo”, nel quale aveva dichiarato che se un pontefice ha coscienza di non essere più in grado “fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio, allora ha il diritto e, in alcune circostanze, anche l’obbligo, di dimettersi”. Durante l’intervista del 2010 si prospettò l’ipotesi delle sue dimissioni.

Una situazione nuova, che rompe con la tradizione e il rito della successione papale e che non ha trovato riscontro in Papa Wojtyla che terminò il suo mandato sofferente e malato. Secondo Mons. Luigi Bettazzi la scelta di Ratzinger è stata la dimostrazione di un grande atto di fede e di umiltà, non legato al potere ma allo spirito di servizio e di ministro di Dio. Una sorpresa che getta non poche ombre.

Dodici mesi fa venne fuori lo scoop de Fatto sul mordkomplot (complotto di morte) nei confronti del Papa. Oggi le sue dimissioni. Eppure che sia malato non sembra improbabile. Secondo alcune fonti, avrebbe problemi articolari e reumatici, una fibrillazione atriale cronica, malattie che probabilmente l’hanno indotto a un ragionamento accorto, un approccio laico all’essere Papa e al farlo. Una differenza sottile che cambierebbe l’impostazione del cristianesimo, che lo avvierebbe, forse, verso la modernità. Un gesto che arriverebbe da un uomo, Ratzinger, considerato oltremodo conservatore.

Otto anni da Pontefice, Joseph Ratzinger ha incontrato milioni di persone, scritto varie encicliche e compiuto una decina di viaggi internazionali. È nato in Germania nell’aprile del 1927. Durante la seconda guerra mondiale fu arruolato nei servizi ausiliari antiaerei e iscritto d’ufficio alla gioventù hitleriana. Divenne prete nel 1951 e si è rivelato un fine teologo e un esperto studioso di filosofia. Nel 1977 Paolo VI lo nomina arcivescovo di Monaco e nel giugno viene nominato cardinale. Nel 1981 diventa per mano di Papa Giovanni Paolo II prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Il 19 Aprile 2005 è stato eletto Papa. Un ruolo imponente per un periodo storico certamente difficile, che ha coinvolto la Chiesa in non pochi scandali. Primo fra tutti quello irlandese sulla pedofilia e il caso del vescovo negazionista Williamson.

Rachele Minichino

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