Inchiesta al Maggiore: “visite private in orario di servizio”. Luca Cappuccini si difende dalle accuse

Il Primario: “chi ha fatto trapelare la notizia voleva danneggiarmi”

Inchiesta al Maggiore: “visite private in orario di servizio”. Luca Cappuccini si difende dalle accuse

Luca Cappuccini indagato per falsoBOLOGNA, 1 FEBBRAIO – È nei guai il primario del reparto di oculistica all’ospedale Maggiore. Sta indagando su di lui, per falso, la procura di Bologna. Si ipotizza che svolgesse attività libero-professionale, in studi privati di Bologna e Rimini, mentre attestava di essere in reparto.

Luca Cappuccini, di 50 anni, è un noto professionista che ha svolto la sua attività inizialmente a Bologna poi, dal 2003, al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, in base agli ottimi risultati raggiunti, dal 2011, è di nuovo a Bologna, adesso aspetta di assumere un incarico nella natia Rimini a partire dal 4 Marzo.

Il pm Giuseppe Di Giorgio sta svolgendo nei suoi confronti un’inchiesta per falso, sembra che si dedicasse a prestazioni presso ambulatori privati, di Bologna e Rimini, nell’orario in cui avrebbe dovuto essere in servizio presso la struttura pubblica, in cui rivestiva l’importante ruolo di primario.

LA DIFESA DEL PRIMARIO – Il medico conosciuto e stimato sul territorio, che nel 2011 riferiva di essere orgoglioso di essere tornato al Maggiore nel ruolo che fu del suo maestro Giorgio Tassinari, rispedisce le accuse al mittente e ricorda che già al momento della firma del suo contratto c’erano stati dei problemi.

A quanto pare il suo contratto prevedeva un monte minimo di ore di lavoro in reparto, clausola che a parere di Capuccini andava contro le normative regionali.

 “Lavoravo senza timbrare il cartellino, in attesa che si chiarisse la mia posizione. Ora che ho vinto il concorso per un’altra città cercano di screditarmi” – questa è la sua versione.

Ai Nas il compito di accertarsi dell’accaduto, mentre gli avvocati del primario si dichiarano convinti dell’esito favorevole delle indagini per il loro assistito, nei confronti del quale è stata effettuata una ricostruzione a posteriori degli orari di lavoro. Una ricostruzione che sarebbe ridicolo assumere come prova dei sospetti, in quanto, riporta delle imprecisioni che vanno a sfavore del medico il cui lavoro è riconosciuto universalmente come eccellente. E nei confronti del quale non è stata ancora formalizzata nessuna accusa.

Guglielmo Sano

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