106 bambini-operai per la Apple

106 bambini-operai per la Apple

Steve JobsBOLOGNA, 30 GENNAIO – Ancora lavoro minorile, ancora nel 2013. La mela verde di Cupertino, in virtù di un audit interno, ha fatto l’agghiacciante scoperta. Moltissimi operai-bambini, centosei per l’esattezza, prestano servizio in ben undici stabilimenti cinesi che forniscono dispositivi per i prodotti della Apple. I bambini, al di sotto dei sedici anni, venivano registrati con falsi documenti di identità e solo in uno di questi, sono stati contati ben 74 minorenni.

L’azienda della mela mordicchiata ha presto rotto ogni tipo di rapporto con questa ultima, anzi ha provveduto a denunciarla e ad adottare tutte le misure necessarie. Le autorità, infatti, hanno ritirato la licenza alla fabbrica. La Apple vuole verificare e andare alla fonte delle condizioni di lavoro di tutti i fornitori e riportarle nell’annuale rapporto di Responsabilità dei fornitori. Il suo obiettivo è quello di eliminare il lavoro minorile. Nel suo rapporto, infatti, si legge: “Non lo tolleriamo e stiamo lavorando per sradicarlo dalla nostra industria”, l’azienda, dopo anni di polemiche, si sta muovendo perciò, in questa direzione e pare che i primi risultati non siano tardati ad arrivare. Nel 92% delle settimane di lavoro, le fabbriche hanno rispettato le 60 ore settimanali. Ma di contro, ha registrato anche un aumento inerente alle violazioni di questo genere.

Jeff Williams, vice presidente senior delle operazioni di Apple afferma che “Il lavoro minorile è un argomento a cui nessuna società vuole essere associata” e ha intenzione di continuare questa operazione di sradicamento, che di certo non potrà avvenire in tempi rapidi. Forse, un risultato non impossibile da raggiungere. Speriamo non si tratti della solita “americanata”, quella che vende stelle danzanti e lascia con i panni sporchi.

La maggior parte del lavoro minorile si concentra nei paesi poveri, in Asia per esempio, e molti dei grandi marchi si servono di fabbriche radicate proprio in quei territori. Se la povertà è tra le cause maggiori del lavoro minorile, non è da meno la sete di profitto. Se minori e donne costano meno, il marchio guadagna di più. Non scopriamo l’acqua calda, dunque.

Alla Apple, perciò, il miracolo di fare cose meravigliose, d’altronde lo diceva il suo guru, quel Steve Jobs che una volta ha detto: “Essere l’uomo più ricco al cimitero non mi interessa. Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso, quello mi interessa”.

Rachele Minichino

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