Fabri Fibra torna con il suo nuovo Rap incompreso

Fabri Fibra torna con il suo nuovo Rap incompreso

Fabri Fibra Recensione Guerra e PaceBOLOGNA, 30 GENNAIO – Il rapper nostrano più famoso e discusso, Fabri Fibra, torna a far parlare di sé con l’uscita del suo nuovo album “Guerra e Pace”, intitolato come il celebre libro di Tolstoj. Disponibile dal 5 Febbraio si compone di 19 brani, prodotti da Michele Canova Iorfida, dai contenuti sempre attuali dove però la musica ne rimane la base fondamentale. Dopo il grande successo del singolo “Tranne te” Fabri Fibra ha detto ai giornali di aver sentito la necessità di fermarsi per riportare i piedi per terra. Quindi, dopo un periodo di semi-clausura tra film in bianco e nero e romanzi, tra i quali guarda caso proprio quello di Tolstoj, nasce l’idea di questo nuovo album. Il cantante rivela di aver preso spunto da un episodio del romanzo russo nel quale il principe Andrej di fronte alla morte afferma che –Bisogna vivere e bisogna agire- e da un pezzo dei Baustelle intitolato “Baudelaire”, per creare il brano principale intitolato “Bisogna scrivere”.

Frutto di un lungo lavoro, questo cd ha occupato l’artista per circa un anno e mezzo nel quale ha viaggiato tra Stati Uniti, Francia e Inghilterra alla ricerca del giusto sound e delle giuste basi. I testi invece sono stati scritti di getto nel giro di pochissimi mesi per poi venire registrati nel maggio 2012.

I brani sono caratterizzati da forti e chiari contrasti, da qui anche il titolo “Guerra e Pace”, parlano di verità e di falsità, di bene e male e di cosa è giusto e sbagliato. Il disco mostra il bianco e il nero della nostra società vista dagli occhi di un rapper non più ragazzino.

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In un’intervista su Panorama.it così commenta il suo modo di fare musica: “Sono uno che lavora molto di notte. Passo il giorno a guardare la gente e appena vanno tutti a dormire, scrivo. Adesso per Guerra e Pace ho deciso di non mettere nemmeno una parola in inglese perché ci tengo che tutti capiscano tutto. Ogni disco è un’occasione che non va sprecata“.

All’interno dell’album non mancano ovviamente le sottili ironie riguardo alcuni suoi colleghi, Arisa e Ligabue su tutti. Hanno invece partecipato alla realizzazione di alcune tracce Neffa per “Panico” e Elisa per “Dagli sbagli si impara”.

È tutto un gioco ma in pochi lo capiscono” così dice un verso e in questa frase Fabri Fibra cerca di spiegare tutta la sua filosofia perché, parole sue, “il rap in Italia non è capito. Non sono solo io ad essere frainteso. Io magari lo sono di più perché oso di più, magari gli altri rapper si espongono di meno perché tanto sanno che non verranno capiti. Mentre il mio disco è intrattenimento, anche se dietro ci sono delle esperienze reali”.

Il rapper, forse giunto alla fase in cui ha fatto pace con sé stesso, continua la sua guerra in rima nei confronti di un mondo e in particolare di un’Italia vecchia e incapace di liberarsi delle sue stesse catene.

Laura Righi

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