Alberto Bevilacqua, la procura di Roma apre un’inchiesta su Villa Mafalda

Alberto Bevilacqua, la procura di Roma apre un’inchiesta su Villa Mafalda

ROMA, 28 GENNAIO – E’ tempesta sul caso Bevilacqua. Ricoverato ad ottobre nella clinica privata Villa Malfalda di Roma, lo scrittore presentava un quadro preoccupante ma non grave: scompenso cardiaco. Ma con il passare dei mesi le condizioni di salute sono peggiorate. Eppure, data la retta mensile costosa della struttura sanitario, dovevano esserci dei miglioramenti o, perlomeno, delle condizioni stazionarie.

Irrompe, allora, nel silenzio fiducioso dei familiari, o nella non curanza, la volontà della compagna di Bevilacqua di portalo in un’altra clinica. Meno costosa magari, ma più efficiente. Ma per la compagna dello scrittore un’ovvia soluzione diventa una crociata medievale. Si scontra contro la volontà dei familiari di lasciarlo dov’è e contro la burocrazia medica. Pare impossibile, allora, far prevalere il diritto ad una vita dignitosa.

La procura di Roma apre il caso Bevilacqua, imputando i medici per non aver seguito ed eseguito la prassi. Le cure non sembrano esser adeguate ed efficienti. La famiglia Bevilacqua, però, in tutta la vicenda sembra sostenere l’équipe medica dando contro alla compagna del malato, che sembra esser l’unica a rendersi effettivamente conto delle condizioni dell’uomo. Per la legge italiana la donna non essendo vincolata all’uomo da nessun legame giuridico legale, non può tutelare né le volontà dell’uomo né l’uomo stesso.  I due non vengono riconosciuti come coppia “esistente” per la giurisprudenza italiana. Essendo una coppia di fatto non hanno la stessa tutela che è riservata alle coppie unite dall’istituzione del matrimonio. Ciò rende vane le possibilità della donna di agire in favore del compagno, facendone le veci, rispettandone le volontà.

Ci si scontra ancora una volta su questioni etiche che esulano dalla semplice giurisprudenza. Parola d’ordine: etica. Le questioni delle coppie di fatto e del biotestamento sono argomenti attuali. Valori. Sono valori attuali, anche troppo, per un paese che vive grazie alle bellezze antiche, ai vecchi splendori che tutti ci invidiano. Nuovo contro antico. Pensiero moderno contro pensiero stantio. La volontà di scardinare un sistema che non ci rappresenta più. Un retaggio da cambiare per noi e per la vita di chi verrà.

Viviamo in Paese cattolico che pone alla base della famiglia l’amore. L’amore per il prossimo, l’amore assoluto, l’amore che non discrimina. L’uguaglianza, per l’appunto. Ebbene pare quasi un paradosso ossimorico che non sia possibile riconoscere e tutelare l’amore nelle sue sfumature. Riconoscendo e tutelando le coppie di fatto come le coppie guiridicamente esistenti, riconoscendo gli stessi diritti e doveri sia alle coppie etero sia alle coppie omosessuali. E pare altrettanto assurdo che la Costituzione italiana, manifesto del nostro bel Paese,  promuove la libertà di espressione ( in tutte le sue manifestazioni: amorose, creative, etc… etc…) dell’individuo, ma di fatto non ponga basi solide affinché vengano rispettate. La libertà d’essere, però, non viene rispettata solo nei casi delle coppie di fatto, ma anche nei casi dei singoli individui. L’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge» e la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (L. 28 marzo 2001, n.145) di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione». Ma come si evince dai fatti di cronaca degli ultimi tempi, sono solo parole su un pezzo di carta che non vengono minimamente prese in considerazione.

Esser uomo libero è esser cosciente di cosa si è, vuol dire esprimersi al meglio delle proprie capacità. Esser uomo è esser libero. Esser libero è aver dignità. E se ci tolgono anche la dignità riducendoci ad involucri vuoti senza libertà di scelta, senza la libertà di veto sul proprio corpo, vuol dire che i tempi dei fasci filonazisti non sono poi così lontani come credevamo. Il 27 gennaio è stato il giorno della memoria. Ma la memoria rivolta al passato senza uno sguardo critico sul presente rende vano ogni sacrificio.

Martha Latorre

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