Non è un paese per poveri. Angelo 9 anni ucciso dalle candele della sua abitazione

Non è un paese per poveri. Angelo 9 anni ucciso dalle candele della sua abitazione

Livorno incendio Angelo via PiccioniLIVORNO, 26 GENNAIO – Mentre la commedia della politica italiana va avanti e le elezioni si fanno vicine, a Livorno muore un bambino di nove anni. A primo impatto verrebbe da pensare ad un episodio quasi ordinario, casuale, anche se abbastanza triste. In realtà, la morte di Angelo desta inquietudine, smarrimento e rabbia.

Il corpo del bambino è stato ritrovato tra le macerie di quella che era stata la sua casa dai vigili del fuoco. Causa del decesso: le ustioni ritrovate su tutto il corpicino a causa dell’incendio provocato da una candela.

Forse che i suoi genitori avevano organizzato una serata romantica? O trattasi di una seduta spiritica? Certe volte bisognerebbe avere più paura dei vivi che dei morti. Ebbene questi “vivi”, questo esercito di “governanti” ha lasciato una famiglia alla sua disperazione in una casa popolare buia, senza l’allaccio del gas.

Ieri mattina all’alba, l’abitazione del quartiere Salviano alla periferia di Livorno, al numero 13 di via Piccioni cade a pezzi. Una famiglia è rimasta gravemente intossicata dal fumo e piange la morte di Angelo, uno dei tre figli. Il padre, Roberto D’Alessandro ha messo in salvo la moglie e gli altri due figli, ma l’uomo e il fratellino di Angelo sono ricoverati rispettivamente  al centro grandi ustioni dell’ospedale di Cisanello a Pisa e all’ospedale pediatrico fiorentino Meyer di Firenze.

È stata, probabilmente una inutile e stupida candela ad appiccare l’incendio. Nell’appartamento senza luce e senza gas, la famiglia ha utilizzato candele per muoversi nel buio. Una cosa “normale”, di questi tempi. Una famiglia povera, numerosa, che sceglie di non pagare le bollette per comprare da mangiare. Gente che sopravvive con il minimo indispensabile, con delle candele per esempio.

Chi pagherà per la morte di Angelo? Chi ne risponderà? Il primo cittadino Alessandro Cosimi oltre a dichiarare il lutto cittadino nel giorno del funerale di Angelo, ha aggiunto che la disgrazia non sarebbe figlia del degrado. In fondo, la famiglia era seguita dai servizi sociali solo per hobby, per rispondere a un moderno lifestyle. Quando si dice la moda di oggi.

Il Vescovo, invece, oltre a esprimere la vicinanza alla famiglia colpita dal lutto, ha sottolineato l’urgenza di attuare politiche di sostegno alle famiglie in crisi. Una preghiera che parte dalla casa del Signore laccata d’oro e con l’anello al dito. Una remissione dei peccati che arriva sempre a tutti e che non apre mai alla giustizia sociale.

Rachele Minichino

 

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