Omicidio Ferrara: Donatella Zucchi confessa, ma manca il complice

Omicidio Ferrara: Donatella Zucchi confessa, ma manca il complice

Omicidio Ferrara via Favero Donatella ZucchiFERRARA, 26 GENNAIO All’epilogo il delitto di Via Favero. Le ricostruzioni degli inquirenti vengono confermate dalla Zucchi.  Manca solo un dettaglio fondamentale: possibile aiuto di un complice per l’occultamento del cadevere?

Nel passato di Donatella Zucchi c’è già un delitto. Ben 22 anni fa, nel 1991 il padre di Donatella, Nedo perse la vita per un colpo accidentale partito da un fucile durante un litigio con la moglie. Antonietta Crisante, la moglie di Nedo e madre di Donaltella, venne esclusa come possibile colpevole dell’accaduto, viste le dinamiche, gli inquirenti pensarono a un incidente. Diverso è il caso della Zucchi, “l’ho ucciso io” avrebbe detto agli agenti di polizia intervenuti per primi sul luogo.

Dalle testimonianze della polizia sappiamo che il corpo di Vincenzo Brunaldi era poggiato accanto al letto, ai piedi del letto. All’interno di un sacco nero. La Zucchi ha sparato un colpo che ha trafitto suo marito partendo dalla nuca verso la gola. Sul materasso di cui si era disfatta, è stato trovato il foro di proiettile che confermerebbe un tale scenario. Nella macchina della donna sono state trovate anche delle taniche di benzina. L’intento era quello di occultare il corpo, se non bruciarlo.

Tutto ciò è stato confermato dall’interrogatorio della Zucchi, che si è immediatamente auto-accusata dell’omicidio, davanti al magistrato. Tuttavia la donna ancora non risulta formalmente incriminata. Qualcosa deve essere ancora chiarito. Ci sono dei particolari che cambierebbero totalmente la ricostruzione dell’accaduto se venissero accertati. Per questo si incroceranno le dichiarazioni della donna con quelle di un testimone, di cui ancora non è stata resa nota l’identità. Si può ipotizzare infatti, che la donna sia stata aiutata.

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Donatella Zucchi è di corporatura minuta, è soprattutto soffre di gravi problemi alla schiena. Problemi ortopedici per cui ha dovuto impiantare una protesi metallica. Come ha fatto ha trasportare un materasso di quel peso da sola per 500 metri? Come ha spostato il corpo del marito, di costituzione robusta, per poi avvolgerlo in un sacco nero?  Considerando che gli indizi fanno pensare che avesse l’intenzione di disfarsi del corpo come pensava di portarlo in macchina?

Guglielmo Sano

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