“Ho ucciso la bestia”: massacra la madre colpendola con il braccio ingessato

Uomo con disturbi psichici uccide la madre in preda a un raptus, sconvolta Castelfidardo

“Ho ucciso la bestia”: massacra la madre colpendola con il braccio ingessato

Omicidio CastelfidardoANCONA, 25 GENNAIO Giovanni Occhiodoro di 53 anni, affetto da una grave forma di malessere psichiatrico, uccide la madre Ada Viviani di 84: a pugni in faccia, colpendola con il gesso che aveva al braccio per una precedente frattura.

I vicini di casa Viviani, tra le 14.30 e le 15.30 del 22 Gennaio, sentono delle urla spaventose provenire dalla casa accanto. Vengono avvertiti immediatamente i Carabinieri, che si recano in via Marx 9, a Castelfidardo in zona Acquaviva, provincia di Ancona. Entrando in casa della donna, conosciuta in paese come “Adina”, trovano Occhiodoro in piedi accanto al corpo violentemente sfregiato della madre, con i vestiti e il gesso, che gli avvolgeva il braccio, macchiati di sangue. Scena orrenda quella che i militari e  gli operatori del 118 si trovano davanti: il lato sinistro del viso della donna era completamente sfondato.

A quanto pare la vita dell’uomo si era svolta fino ad oggi nella normalità, relativamente connessa alle sue condizioni di salute. Aveva la patente di guida e lavorava come operatore con borsa-lavoro presso la scuola elementare Mazzini di Castelfidardo. D’altronde quattro diversi medici di Civitanova, Osimo e Ancona avevano certificato la compatibilità delle sue condizioni con un lavoro e la convivenza con l’anziana madre. La donna, vedova da 30 anni, si prendeva cura di lui da 20. Da quando erano cominciati a comparire i suoi problemi mentali.

Già, tra la fine di Dicembre e gli inizi di Gennaio, aveva aggredito la madre riportando la frattura del braccio destro, dopo aver urtato contro un termosifone. Una volta dimesso era continuata l’escalation di comportamenti aggressivi che hanno portato infine all’omicidio.

È chiaro, per gli inquirenti, che una banale lite si sia trasformata in un’efferata tragedia. L’uomo colpito da raptus, durante una discussione con la madre, si è scagliato contro di lei in un estremo atto di violenza, sfondandole il cranio. Da quanto riferiscono i parenti: sembra che la situazione mentale dell’uomo, in questi giorni, fosse peggiorata in quanto si rifiutava di prendere le medicine necessarie a mantenere un certo equilibrio psichico. Forse proprio questo è alla base dell’accaduto: l’uomo, rimbrottato per l’ennesima volta dalla madre preoccupata per la discontinua assunzione dei farmaci da parte sua, ha spinto la donna contro il muro della camera da letto, facendole sbattere la testa contro lo stipite della porta, per poi, una volta caduta a terra, colpirla 5 o 6 volte al viso. Si aspettano i risultati dell’autopsia per ulteriori particolari sugli ultimi attimi della vittima. Per capire se sia morta sul colpo o abbia tentato di difendersi, come evidenzierebbero delle fratture agli avambracci.

Dopo aver commesso l’omicidio continuava a farneticare: “ho ucciso la bestia, voleva uccidere il papa”. Il pm Irene Ballotta non ha potuto parlare con lui a causa del suo stato, evidentemente, confusionale. Da ieri l’uomo è ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale Torrette, piantonato dai militari. Gli è stato applicato un trattamento sedativo, che ne stabilizzi le condizioni, in modo da poter essere interrogato dai magistrati. Solo dopo si saprà se verrà affidato temporaneamente a un reparto psichiatrico o all’infermeria del carcere. Previsto per oggi l’interrogatorio di garanzia.

Guglielmo Sano

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