“Curre curre guagliò”. Termina a Lisbona la latitanza di Fabrizio Corona

“Curre curre guagliò”. Termina a Lisbona la latitanza di Fabrizio Corona

Fabrizio Corona LatitanteBOLOGNA, 24 GENNAIO – Nessuna lacrima per Fabrizio Corona. Pare sia stata la prima preoccupazione nell’atto della sua costituzione alla polizia. Il noto fotografo dei vip ha fatto sapere che chiunque affermasse il contrario, sarebbe stato querelato. Un duro, non c’è che dire.

Un successone quello della latitanza, è finito addirittura sullo Spiegel e Gianni Ciano, ovvero il comico Baz, gli ha dedicato anche una canzone: “Corona pensa alla fuga”. Ha scelto la città di Pessoa per consegnarsi alle manette. Secondo la Polizia di Stato, Fabrizio, vedendosi braccato, avrebbe scelto di consegnarsi spontaneamente alla Polizia portoghese, anzi più che una vera e propria costituzione si è trattata di una arresa, secondo quanto dichiarato dai vertici milanesi della Questura. “Era sotto pressione già da ieri sera – racconta il funzionario dell’Interpol che presente alla cattura, un vice questore della polizia italiana esperto di sicurezza in Spagna e Portogallo – in quanto eravamo riusciti a localizzarlo in modo abbastanza circostanziato. L’attività d’indagine lo ha messo sotto pressione e questa mattina siamo intervenuti“.

Le indagini, infatti, avevano già portato al Portogallo e non secondario sarebbe stato l’interrogatorio di un amico che lo avrebbe favorito nella fuga. Un allontanamento ponderato, valutato e studiato già due giorni prima, quando un collaboratore di Fabrizio avrebbe procurato per lui un navigatore satellitare. Corona avrebbe guidato per quattro giorni, fino ad arrivare in Portogallo e sarebbe stato proprio il gps dell’antifurto dell’auto a incastrarlo ulteriormente. È stato arrestato nella stazione ferroviaria metropolitana di Queluz. Ma non voleva mettersi in fuga, ci ha fatto sapere il suo legale Nadia Alecci. Corona era solo momentaneamente assente dall’Italia perché era sconvolto da una sentenza che giudica ingiusta e perché nelle carceri italiane teme per la sua vita.

Il leone adesso è in gabbia, ma non ha paura, è tranquillo, dice che è pronto a combattere la sua battaglia. A Liviana, una delle sue tante fan, piaceva l’idea di un Corona in grado di raggiungere la Repubblica Dominicana, sarebbe diventato per lei una specie di eroe mascalzone. Adesso, scrive la ragazza, è solo un “povero sfigato che ti devi fare 8 anni di carcere schifoso“.

Forse, in fondo, è solo un uomo. Lo racconta la “moraletta” all’italiana.

Rachele Minichino

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