Giovanni Tizian, l’ennesima minaccia: “se non la smette gli spariamo in bocca”

Giovanni Tizian, l’ennesima minaccia: “se non la smette gli spariamo in bocca”

Giovanni Tizian minacce boss Rocco FemiaMODENA, 24 GENNAIO – Nell’operazione che ha portato allo smantellamento delle rete di traffici illegali legati al gioco d’azzardo, che aveva base nel ravennate, la Guardia di Finanza ha monitorato circa 250 utenze telefoniche e telematiche. In un’intercettazione del 2011, si ascoltano chiare minacce rivolte alla persona del giornalista della Gazzetta di Modena.

Giovanni Tizian è un giovane giornalista della Gazzetta di Modena. Giornale per cui ha cominciato a scrivere dopo aver conseguito la laurea, in Sociologia, a Bologna. Nonostante l’età ha sempre mostrato acutezza e coraggio, soprattutto, riguardo alle sue inchieste sul crimine organizzato. Ha scritto un libro, Gotica, in cui dimostra come Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta stiano tentando l’assalto all’economia del Nord.

Come conferma l’ultima indagine della Guardia di Finanza, anche nella serena e pacifica provincia romagnola si annida sempre più il potere mafioso. Attirata da un terreno florido, dal punto di vista economico, la criminalità organizzata sembra ormai perfettamente integrata nel tessuto produttivo settentrionale; anche in virtù di connivenze, sempre più diffuse, a livello istituzionale: il temuto passaggio della linea gotica è sempre più un dato di fatto.

Tizian ha dimostrato tutto ciò, portando documenti alla mano, i fatti a galla. Sin dai tempi di Gotica è stato minacciato, per poi finire sotto scorta per aver detto semplicemente la verità.

Nell’intercettazione incriminata Nicola Femia parla con il faccendiere Guido Torello: “Guido, io sto peggio di te…c’è l’articolo sulla GdM…’giochi’ non ‘giochi’…c’è mezza pagina su di me”. Il boss si lamenta violentemente per gli articoli di Tizian, in parole povere.

Torello non vede altra soluzione che sparare in bocca al giornalista se non avesse smesso perché Famia è uno “che gli sta dando una mano”. Lasciamo allo stesso Tizian il giudizio su queste parole, è il caso di dirlo, parole più pesanti delle pietre: “sentire quell’audio mi ha fatto impressione. Ne parlano così tranquillamente che sembra un piano industriale, e invece parlano di vite umane“.

Bersani, Vendola e Ingroia si accodano al treno della solidarietà al giornalista. Lui dal canto suo non ha mai detto di essere un eroe, anzi il contrario. Ma una cosa è bene dirla a Giovanni Tizian: se ci fossero più professionisti di tal specie questo sarebbe un paese diverso.

Guglielmo Sano

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