Slot machine, giochi online e molto altro: così la Ndrangheta mette le mani sull’Emilia Romagna

Slot machine, giochi online e molto altro: così la Ndrangheta mette le mani sull’Emilia Romagna

Slot Machine Truccate BolognaRAVENNA, 24 GENNAIO – E’ cominciata nel 2010 l’operazioneblack monkey” condotta dai militari della Guardia di Finanza di Bologna, sotto la direzione della Dda. Sono stati impiegati ben 800 uomini delle forze dell’ordine. Alcune ordinanze di custodia cautelare sono state recapitate anche a Bologna. Coinvolti anche degli appartenenti alle istituzioni.

Tutto è partito dalla denuncia di un operaio marocchino, quasi tre anni fa, che era stato sequestrato e picchiato nei pressi di Imola, per un presunto debito non onorato. Infatti l’associazione a delinquere, capeggiata da Nicola Femia, si procurava proventi illegali anche grazie ad attività notoriamente mafiose come: estorsioni e rapimenti.

L’uomo originario di Marina di Gioiosa Jonica nei pressi di Reggio Calabria, ma ormai stabile nel territorio di Ravenna sin dal 2002, dirigeva dalla sua base di Sant’Agata sul Santerno, una vasta gamma di attività illegali. Il pregiudicato boss ‘ndranghetista, noto alla giustizia per traffico di armi e stupefacenti,  aveva l’obbligo “di firma” nella città del ravennate; ma questo non gli ha impedito di tessere una vasta tela di loschi affari nel settore: del gioco on line truccato e delle slot machine manomesse.

L’ORGANIGRAMMA DELLA BANDA – Femia, meglio noto come “Rocco”, aveva anche creato importanti ramificazioni che andavano dalla Lombardia alla Sardegna percorrendo la quasi totalità del territorio nazionale, fino ad arrivare all’estero in Gran Bretagna e Romania.

In particolare la banda si occupava di promuovere, diffondere e gestire il gioco on line illegale, attraverso dei siti sottostanti al diritto rumeno o britannico e quindi privi delle concessioni previste dalla legge italiana. In tal modo i membri dell’associazione, tra cui due figli e il cognato di Femia, riuscivano a raccogliere giocate per decine di milioni di euro. È stato scoperto anche il giro di affari illeciti per la produzione e la commercializzazione di slot machine truccate, che consentivano di occultare il reale volume di gioco, in modo da conseguire un notevole guadagno ai danni dello Stato.

APPRFONDIMENTI  Droghe leggere, le cure emiliane con la cannabis

Notevole è stato lo sforzo e il dispiegamento delle Fiamme Gialle. Le indagini guidate dai magistrati della Dda, che hanno potuto contare anche sul supporto dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, hanno coinvolto 800 uomini di vari comandi, da Milano a Palermo, nell’operazione di oggi sono stati impiegati perfino i mezzi aerei della sezione di Rimini.

Il bilancio è di 29 ordinanze restrittive, 18 delle quali in carcere. Tra i soggetti coinvolti anche 3 appartenenti alle forze dell’ordine, in servizio e in congedo, tra cui un sottufficiale della Finanza di Lugo, un altro ex-finanziere e un ex-poliziotto. Eseguite anche 150 perquisizioni presso numerose sale da gioco, utilizzate per collocare le slot manomesse e consentire il collegamento con i siti internet illegali, e presso le abitazioni e il luogo di lavoro dei soggetti indagati. È stato, il procuratore capo di Bologna in persona, Roberto Alfonso a condurre personalmente la perquisizione nella casa e nell’ufficio di Roma di un’impiegata della Corte di Cassazione, che sembra aver avuto dei rapporti con alcuni indagati.

In tutto, i militari, hanno sequestrato: 1500 schede per video slot truccate, 170 immobili poi veicoli, rapporti bancari e quote societarie per un valore totale di 90 milioni di euro.

Guglielmo Sano

Leave a Reply

Your email address will not be published.