Facebook genera invidia e frustrazione

Facebook genera invidia e frustrazione

BOLOGNA, 23 GENNAIO – Che i social network abbiano preso il sopravvento sulle vite di chiunque è un dato di fatto. Se non twitti o non hai un profilo Facebook sei praticamente fuori da certe dinamiche che crescono e si moltiplicano in rete. È di oggi, però, la notizia secondo cui i fanatici dei social network sarebbero condannati a soffrire d’invidia.

Stando infatti ad uno studio promosso da Peter Buxmann dell’Università di Darmstadt e Hanna Krasnova dell’Università di Humboldt a Berlino, gli utenti di Facebook che quotidianamente seguono le vite di amici e conoscenti in base a quanto pubblicato sulla piattaforma, oltre ad impicciarsi in questioni che non dovrebbero interessare loro, provano più invidia di quella che la vita offline potrebbe suscitare in soggetti già tendenzialmente portati a provare questo sentimento distruttivo. Questo anche perché, sempre secondo la ricerca, la gelosia sarebbe amplificata dal fatto che la maggior parte dei profili Facebook sarebbero costruiti in modo da enfatizzare i livelli di gioia e felicità personale.

Dunque si entrerebbe in un circolo vizioso che porterebbe ogni utente ad offrire un’immagine di sé – se vera o falsa non conta in rete – migliore, così da scatenare l’invidia di quei fruitori che sbirceranno sul loro profilo e che a loro volta si comporteranno allo stesso modo.

Inoltre lo studio ha altresì dimostrato che i facebookiani raramente tendono ad ammettere l’invidia provata ma piuttosto tendono ad attribuirla agli altri. La ricerca completa verrà presentata il prossimo febbraio a Lipsia, in occasione dell’undicesima conferenza internazionale Wirtschaftsinformatik (Information Systems).

Certamente il problema non è il mezzo ma, come sempre accade in casi simili, l’utilizzo che ne viene fatto: ben venga una piazza virtuale che ti aiuta a ritrovare vecchi amici o a fare pubblicità alla tua impresa o alle tue idee, meno bene se la stessa diventa fonte di frustrazione o di competizione capace di oltrepassare lo schermo del pc e giungere intatta nella vita reale. Non ne abbiamo bisogno.

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Vanessa Cancelliere

 

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