Muore Megaupload, nasce Mega. Kim Dotcom torna alla carica

Muore Megaupload, nasce Mega. Kim Dotcom torna alla carica

BOLOGNA, 22 GENNAIO – Era il gennaio del 2012 quando l’Fbi e il Dipartimento di Giustizia americano chiudevano il sito Megaupload.com, uno dei più famosi database di cinema, serie tv, software e musica online, che divulgava milioni di file protetti da copyright. In quella occasione, il fondatore del sito Kim “Dotcom” Schmitz  e altre tre persone furono arrestate e numerose altre risultarono incriminate. L’azienda venne accusata di aver violato le leggi sul copyright causando un danno stimato superiore di 500 milioni di dollari ai legittimi detentori dei diritti.

Gli Stati Uniti che avevano al tempo mantenuto salda la loro posizione contro la pirateria sul web non sono  riusciti a fermare l’intraprendenza di Mr Dotcom e del suo socio che, a un anno esatto dalla chiusura di Megaupload, tornano alla ribalta più forti di prima con l’apertura di Mega. Questo nuovo sito scende in campo come alternativa ad altri concorrenti, quali Dropbox e GoogleDrive, offrendo però uno spazio sette volte maggiore, per un totale di 50Gb di storage totalmente gratuito. Online da meno di 24 ore sembra che il dominio risulti già intasato, se non irraggiungibile, e che conti già più di 1 milione di iscritti in un solo giorno.

Tuttavia le modalità di questo sito, a differenza di Megaupload, sembra lo tengano al riparo da qualunque tipo di questione legale; non per niente sono stati chiamati a consulenza i maggiori esperti di copyright. La novità fondamentale sta nell’obbligo per ogni iscritto di sottoporre a cifratura tutti i file condivisi online. In questo modo nessuno dei “proprietari” di Mega avrà diretto accesso a queste credenziali e conseguentemente si eviterà qualsiasi tipo di responsabilità diretta.

Mr Dotcom e soci hanno festeggiato questa giornata ad Auckland City con tanto di Megafesta e spettacolo Maori. La nascita di Mega è una rinascita di Megaupload dalle sue stesse ceneri. E come la fenice torna in vita ogni volta più splendente, Mega si mostra in tutta la sua magnificenza simbolo di una vittoria, anche se forse temporanea, del web sulle leggi del copyright.

Laura Righi

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