Bologna: salvata neonata abbandonata in un cassonetto, si indaga per tentato omicidio

Il pm Stefano Orsi ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio

Bologna: salvata neonata abbandonata in un cassonetto, si indaga per tentato omicidio

Neonata abbandonata BolognaBOLOGNA, 22 GENNAIO – Maria Grazia, questo il nome che le è stato dato da chi si prende cura di lei, è stata salvata sabato mattina, dopo che era stata abbandonata in un cassonetto di via Carbonara, in pieno centro a Bologna.

Adesso la piccola si trova presso il policlinico Sant’OrsolaMalpighi,  nel reparto di terapia intensiva neonatale a titolo precauzionale, ma verrà trasferita a breve nel reparto di degenza ordinaria; infatti l’ospedale fa sapere che la bambina sta bene ed è in buone condizioni,  gli esami e i controlli eseguiti sono risultati nella norma ed è stata nutrita più volte con regolarità.

I servizi sociali di Bologna sono già intervenuti per la presa in carico della bambina, ma nel frattempo grazie alle donazioni la bambina ha già un corredino.

LE INDAGINI – La squadra Mobile punta sulle immagini riprese dalle telecamere fissate nei dintorni del luogo di ritrovamento. Gli investigatori cercano qualcuno con in mano una sacca di iuta, dentro il quale è stata ritrovata Maria Grazia.

Nel frattempo, il pm Stefano Orsi ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio.

Gli investigatori stanno battendo anche una nuova pista, tutta da verificare: il barista e il dipendente del parcheggio, che hanno trovato la bambina, sostengono di aver visto, poco prima del ritrovamento, un uomo brizzolato sulla cinquantina mettere qualcosa nel cassonetto e controllare la chiusura

Inoltre, tra gli stracci presenti all’interno della sacca è stata ritrovata una tesserina per chiamare via Skype, sulla quale la polizia postale sta facendo degli accertamenti del caso.

Infine, gli inquirenti hanno effettuato verifiche con l’ausilio degli ospedali felsinei per verificare se fossero arrivate segnalazioni e controllato i locali e i bagni pubblici della città.

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Tuttavia, indipendentemente dal luogo, si pensa che la madre l’abbia partorita vicino, perché la bambina era nata da un’ora.

LE REAZIONI – Il presidente dell’associazione Paolo Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, sostiene che: “abbandonare una donna è sicuramente un gesto crudele, ma non sappiamo quali motivi hanno spinto la donna a compiere tale gesto, infatti anch’essa potrebbe essere stata vittima di violenza fisica o psicologica”.

In molti casi – spiega il presidente dell’associazione attiva nella regione per dare aiuto e sostegno alle donne incinta –  a portare a compiere gesti simili possono essere: le condizioni economiche, di solitudine oppure le donne sono spinte da chi potrebbe dar loro una mano o datori di lavoro a compiere gesti di disperazione.

Secondo una recente statistica stilata dalla regione Emilia-Romagna, un terzo delle donne abortisce per ragioni economiche e un terzo per paura di perdere il lavoro.

Martina Tessari

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