Gianluca, trovato morto nel bagno della casa di via Zanardi

Gianluca, trovato morto nel bagno della casa di via Zanardi

BOLOGNA, 18 GENNAIO – Overdose a Foligno: muore ragazzo di 32 anni. Fiesole: 24enne muore nel sonno, forse un overdose di metadone. Minorenne muore di overdose. Palermo, uomo di 34 anni muore di overdose. A questi articoli, chiamiamoli casi, più propriamente persone, ragazzi, uomini e donne, si aggiunge anche Gianluca, trovato morto nel bagno della casa di via Zanardi a Bologna.

L’uomo, 39 anni, era conosciuto alla questura come consumatore di sostanze stupefacenti.  Nella sua casa, che condivideva con altre persone, le stesse che hanno poi dato l’allarme, sono stati rinvenuti due flaconi di metadone e alcune scatole vuote di farmaci.

Secondo la ricostruzione dei fatti, Gianluca aveva trascorso la serata chiacchierando con i coinquilini fino alle due di notte, era poi entrato in bagno e ci era rimasto per un’ora e mezza fino a quando non l’avevano trovato esanime. La polizia ha formulato una prima ipotesi: Gianluca sarebbe stato ucciso da un’overdose. Si attendono, adesso, riscontri e verifiche dall’autopsia.

L’ultima frase che compare sulla bacheca facebook di Gianluca, riprende il protagonista del film Blow, quel giovane americano che inserendosi nel traffico della droga, aveva cominciato a vivere una vita di agi e di lusso. Nel film, nonostante la posizione economica elevata, Jung  non riuscì ad ottenere  l’unica cose che realmente desiderasse: un amore al riparo di qualsiasi bufera. Finì male, in carcere, lì dove sta ancora aspettando una visita della figlia, racconta una voce. È finito male anche Gianluca.

Non conosciamo chi fosse, sappiamo invece di tanti ragazzi che muoiono come lui, cullati dalla droga, sostenuti da equilibri instabili, fragili. Ragazzi e ragazze soli, frustrati da una vita che offre disoccupazione, disperazione e abbandono. Non esistono casualità, esistono possibilità mancate, progetti e sogni calpestati. Esiste un paese che non è per giovani, neanche per vecchi, che chiama i suoi figli bamboccioni o chossy. Ebbene questi schizzinosi, sono sempre più soli, sempre più avviliti da un mercato del lavoro che ha raggiunto le soglie del dopoguerra, che svilisce e annulla qualsiasi tipo di abilità e di intelligenza. Giovani, uomini, donne, ai quali è impedito anche di ribellarsi e indignarsi.

APPRFONDIMENTI  Bologna, poker e salvezza acquisita

“Che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle”, Gianluca.

Rachele Minichino

Leave a Reply

Your email address will not be published.