Cannabis a scopo terapeutico nelle Marche

Cannabis a scopo terapeutico nelle Marche

La regione Marche ha deliberato che sarà possibile sottoporsi a cure con farmaci cannabinoidi a scopo prettamente terapeutico. La legge prevede la somministrazione e la posologia all’interno delle strutture ospedaliere, l’acquisto dei medicinali presso le farmacie delle stesse, la sospensione o la continuità della cura solo sotto prescrizione medica e solo in presenza di determinate patologie (cancro, glaucoma, Parkinson, sclerosi multipla, epatite C e Aids). L’Azienda Sanitaria Unica Regionale si occuperà, inoltre, di seguire i pazienti durante la terapia, nell’acquisto e nella reperibilità dei farmaci e nel controllo del consumo di quest’ultimi. Ma l’uso della cannabis a scopo terapeutico era stato già legalizzato anche in altri Paesi: Spagna, Paesi Bassi, Canada e ben 16 stati degli Usa.

GLI STUDI – Numerosi studi e ricerche scientifiche dimostrano i benefici della pianta di canapa indiana. Lo studio condotto dei dottori Thomas F. Densona dell’University of Southern California e Mitchell Earleywineb dell’Università di New York ha dimostrato una riduzione dei rischi di depressione nei pazienti sottoposti a cure cannabinoidi. Anche la rivista scientifica The Lancet promuove gli effetti benefici della cannabis rispetto a quelli negativi della nicotina e dell’alcool sull’organismo umano.

CANNABIS E PATOLOGIE – La cannabis, per alcune patologie, viene somministrata tramite vaporizzatori, che riducono il rischio del fumo evitando la combustione del fiore senza danneggiare i componenti cannabinoidi. Ma in altri casi, è stato dimostrato che le dosi sintetiche di THC (Marinol) non sortivano gli stessi effetti della marijuana ingerita o inalata. In pazienti affetti da epilessia è stato dimostrato che la sospensione di medicinali anticonvulsivi (con effetti sull’umore) a favore della canapa migliorava lo stato psico-fisico del paziente. In casi di glaucoma (pressione elevata nell’occhio con possibili danni al nervo ottico), invece, diminuiva la pressione endo-oculare.

Il dottor Donald Tashkin, docente all’University of California, comprova la minor incidenza di tumori polmonari in fumatori di cannabis che in fumatori di tabacco-nicotina. In pazienti colpiti da tumori è risultato evidente l’effetto analgesico della pianta contro l’effetto debilizzante della chemioterapia.

Ad ogni modo la posologia del vegetale non deve esser massiccia, poichè comporta gravi disturbi cerebrali. La somministrazione deve esser, per l’appunto, terapeutica e non solo ricreativa.

Martha Latorre

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