Pdl e elezioni, una commissione per i candidati sotto processo

Pdl e elezioni, una commissione per i candidati sotto processo

Tempi difficili in casa Pdl. Out Out, fermenti, dichiarazioni. Si è scomodato anche Francesco Nitto Palmo, magistrato in aspettativa, commissario del Pdl in Campania, onorevole, nonché ex ministro della giustizia negli ultimi mesi del governo Berlusconi. La “patata bollente” sembra riguardare la definizione della lista da presentare entro lunedì prossimo e la trasparenza, nonché il curriculum “legale” dei candidati.

Il dubbio amletico è candidare o meno chi è sotto indagine o in corso di processo. Gli “impresentabili” non sono pochi, saltano fuori i nomi di Cosentino, Dell’Utri e Milanese. Esigenza di pulizia e trasparenza? O azione calcolata e meramente politica? Eloquente la risposta, se consideriamo l’affermazione di Angelino Alfano che con “Papa, Cesare, e Cosentino in lista ci giochiamo la Campania e la vittoria”.

Dell’Utri commenta la questione con un aut aut: “o pdl o niente”. Stessa musica per Nicola Cosentino, essendo le liste collegate quotate neanche al 2%. Su di lui le luci della ribalta, anche in seguito all’azione di Landolfi, Nespoli e Russo, deputati uscenti campani che raccogliendo firme per Grande Sud, hanno alimentato fratture interne al partito. Stando però a Nitto Palma e alla lettura che ha fatto delle “carte”, Cosentino non avrebbe commesso nulla di grave per non meritare la ricandidatura, anzi non sussisterebbe alcun impianto accusatorio accettabile.

Non ha, forse, il magistrato in aspettativa, anticipato e formulato un giudizio di valore sul processo in corso? Probabilmente oltre alla dote analitica, avrà sviluppato anche quella di affinità mentale con il Cavaliere che a quante pare, vuole rimettere la questione delle liste pulite nelle mani di una commissione. Al momento non si conosco i criteri di valutazione per l’ammissione alla lista, ma la sensazione emergente è che parte dei giochi siano già stati fatti, soprattutto per quei fidatissimi, che in caso di vittoria o di sconfitta, entreranno comunque in Parlamento.

Meno definita è la corsa ai posti successivi in lista. Proprio ieri Verdini ha indetto una riunione con i coordinatori regionali per individuare coloro che riempiranno la lista e che potrebbero essere eletti, se Berlusconi stravincerà alle elezioni facendo scattare il premio di maggioranza. Intanto, operazione mediatica o risveglio morale, il Pdl vorrebbe alla guida della Campania, il prete anti-camorra Don Luigi Merola. Una ventata di aria pulita? O solo fumo gettato negli occhi? Ai posteri e agli italiani l’ardua sentenza.

Rachele Minichino 

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