E andare, finché i piedi fanno male. La storia del tredicenne in fuga

E andare, finché i piedi fanno male. La storia del tredicenne in fuga

BOLOGNA, 14 GENNAIO – “Dimmi ragazzo solo dove vai, perché tanto dolore, hai perduto senza dubbio un grande amore … Ora ragazzo solo dove andrai, la notte è un grande mare se ti serve la mia mano per nuotare, grazie ma stasera io vorrei morire”.

Abbiamo preso in prestito le parole di una canzone di David Bowie per parlare del tredicenne trevigiano, scappato via di casa. Bravata o meno, il ragazzo, dopo aver litigato con la madre e il fratello, si è messo alla guida del bolide di suo padre, una Mercedes R ed è andato via. Grazie alle registrazioni delle telecamere autostradali è stato individuato e fermato dalla polizia tedesca a Moisburg, vicino Lipsia.

Aveva architettato tutto, disattivato il profilo Facebook e lasciato il cellulare a casa, insomma non voleva lasciare tracce di sé per farsi trovare. 1000 chilometri di fuga senza mai fermarsi, l’obiettivo era arrivare in Polonia e riabbracciare gli amici e la sorella. Adottato, il ragazzo era stato allontanato dalla famiglia ucraina per problemi diversi. Voleva tornare a casa. Non ci è riuscito.

Sono tanti i ragazzi che scappano via di casa, qualcuno parte solo per ritornare, altri hanno in testa fiori di speranza più testardi, forse, si ha la voglia di scappare solo da se stessi e “da te stesso, non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx”.

Poi ci sono le fughe costrette, quelle dei cosiddetti cervelli, e quelle dei disperati senza lavoro. Sono le più infime. Forse, le più bastarde, quelle dove si diventa orfani di tutto, quelle dei senza – terra, dei figli illegittimi che non possono fare nulla se non andarsene e restare contro. A loro qualche parola che resiste ancora “e figlia, non voglia che tu sia felice, ma sempre contro, finché ti lasciano la voce; vorranno la foto col sorriso deficiente, diranno: non ti agitare che non serve a niente, e invece tu grida forte, la vita contro la morte”.

È questione di bellezza, sempre, ma questa qui è un’altra storia.

Rachele Minichino

APPRFONDIMENTI  Dove sposarsi in Riviera Romagnola: tre destinazioni da sogno

Leave a Reply

Your email address will not be published.