Fate attenzione ai preservativi cinesi: rischio HIV e gravidanze indesiderate

Fate attenzione ai preservativi cinesi: rischio HIV e gravidanze indesiderate

Fate attenzione ai preservativi cinesi: rischio HIV e gravidanze indesiderateBOLOGNA, 8 GENNAIO – Che la contraffazione non conoscesse limiti né frontiere è un dato di fatto, ma che si arrivasse a tanto è difficile arrivare a pensarlo. Giunge dal Regno Unito, infatti, un allarme che potrebbe far sorridere, ma è più serio di quanto si pensi: milioni di preservativi prodotti in Estremo Oriente che utilizzano materiali meno costosi tanto da renderli molto meno resistenti degli standard normali, avrebbero invaso i mercati europei negli ultimi 18 mesi. A denunciarlo in Italia è lo “Sportello dei Diritti”.

L’MHRA, l’agenzia governativa britannica che si occupa della regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari ha preso così sul serio l’allarme che ha fatto impiegare cani addestrati per scovare i preservativi contraffatti che sono riusciti a consentire sequestri di notevole entità sia all’aeroporto di Heathrow, che nello Yorkshire.

I condom fasulli, secondo gli esperti, utilizzano materiali a basso costo e potrebbero aumentare i rischi di malattie sessualmente trasmissibili o portare a gravidanze indesiderate.

I contraffattori sono persino riusciti a copiare marchi ben noti per convincere sulla genuinità dei prodotti falsi, mettendoli sul mercato al posto di quelli originali.

I profilattici contraffatti, come si diceva, verrebbero prodotti in Estremo Oriente ed acquistati per pochi centesimi e poi venduti a prezzi di mercato.

Non avendo a disposizione dati su eventuali sequestri in Italia, e raccogliendo l’allarme lanciato dalle autorità britanniche e da alcuni media del paese d’oltremanica, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritenendo auspicabile un’intensificazione dei controlli da parte delle autorità sanitarie, invita, al contempo, tutti i cittadini a rivolgersi solo a farmacie e rivenditori ritenuti generalmente affidabili per l’acquisto di preservativi anche perché i falsi sono stati scoperti principalmente in attività commerciali nei quali non vengono abitualmente venduti e addirittura sulle bancarelle dei mercati.

Giovanni D’Agata

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