In Europa sempre meno tossicodipendenti, ma la “canna” at-tira ancora…

In Europa sempre meno tossicodipendenti, ma la “canna” at-tira ancora…

BOLOGNA, 16 NOVEMBRE – In Europa cala il numero di persone che fanno uso di droghe: lo afferma la Relazione 2012 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona.

Per la prima volta il numero di coloro che hanno fatto accesso a una terapia specialistica per il consumo di eroina è sceso da 61.000 nel 2007 a 46.000 nel 2010. Il calo è stato evidente, tra l’altro, in quei paesi caratterizzati da lunghe ‘epidemie’ di eroina come l’Italia, il Portogallo e il Regno Unito.

Gli oppioidi, soprattutto l’eroina, costituiscono la causa della maggior parte dei decessi indotti dagli stupefacenti in Europa.

I nuovi dati mostrano una lieve diminuzione di questi decessi negli Stati membri dell’Ue e in Norvegia, passando da circa 7.600 nel 2009 a 7.000 nel 2010. I problemi legati all’eroina sono meno intensi, afferma quindi l’Osservatorio. Secondo la Relazione “possiamo dirigerci verso una nuova era in cui l’eroina avrà un ruolo meno centrale nel fenomeno della droga in Europa“. Destano invecepreoccupazioni i circa 3 milioni di europei (15-64 anni) che continuano a consumare stupefacenti su base giornaliera (circa l’1 % della popolazione adulta europea). Nel complesso, qualsiasi ottimismo circa i livelli costanti di consumo deve essere mitigato dal fatto che questa droga rimane un importante problema di salute pubblica. Circa il 25 % dei pazienti che iniziano la terapia afferma che la cannabis costituisce la loro principale droga problematica“.

L’ultimo progetto di indagine europea portato avanti nelle scuole su alcol e altre droghe ha rilevato che nella metà dei 26 paesi che inviano dati all’Osservatorio fra gli studenti (15-16 anni) è stato riscontrato un andamento stabile del consumo una tantum di Cannabis.

Nella restante metà esistono tendenze divergenti: 9 paesi hanno mostrato un aumento significativo, il più spiccato dei quali è riferito da Francia, Lettonia, Ungheria e Polonia, mentre quattro paesi hanno segnalato riduzioni (Danimarca, Malta, Slovacchia, Regno Unito).

Maria Francesca Cadeddu

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