Ancora dissidi interni al M5S: Bugani e Piazza si allontanano dalla Salsi

Ancora dissidi interni al M5S: Bugani e Piazza si allontanano dalla Salsi

BOLOGNA, 7 NOVEMBRE – Dopo le acerbe polemiche dei giorni scorsi, un nuovo episodio di rottura all’interno del Movimento 5 Stelle si è verificato durante una seduta del consiglio comunale a Bologna: i consiglieri comunali Massimo Bugani e Marco Piazza hanno preferito cambiare posto e sedersi in fondo all’aula piuttosto che vicino alla loro collega Federica Salsi. Dopo essere stato definito dalla Salsi come un “maschilista”, il consigliere Bugani ha così spiegato l’allontanamento dalla collega: “Io credo che per me parlino la mia storia, la mia vita e il mio impegno in questi temi anche all’interno del consiglio comunale, ma ci sono momenti davvero dolorosissimi nella vita, in cui si deve osservare il mondo da un diverso punto di vista, pagandone anche magari le conseguenze. Questo per è uno di quei momenti”.

Federica Salsi, che appartiene a quella che viene definita come l’area dei dissidenti interna al M5S, ha voluto controbattere il feroce attacco che Beppe Grillo le aveva rivolto dopo la sua partecipazione alla trasmissione televisiva Ballarò: “Non sono una star, sono solo una persona e vorrei essere rispettata per le mie idee, sia da Grillo sia dagli attivisti del Movimento”.

La Salsi sarebbe, dunque, andata contro le linee guida del M5S, che invitano gli attivisti del movimento a non partecipare a talk show e rilasciare interviste, scatenando un’accesa polemica sul forum del movimento e sui social network, ma soprattutto la dura reazione del comico genovese, che ha commentato così l’accaduto sul suo sito: “Il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate. Lì, in una gabbia di un circo, come su un trespolo, muto per ore, povera presenza rituale di cui si vuole solo lo scalpo, macellato come un agnello masochista, rispondi per i quattro minuti che ti sono concessi a domande preconfezionate poste da manichini al servizio dei partiti”.

Il consigliere ci tiene però a difendere la sua posizione e spiega così le sue scelte: “Ho aderito a questo movimento perchè ne condividevo lo spirito e le idee, ma non voglio che si trasformi in Scientology o in un mostro, sono andata a Ballarò per questo e se queste mie parole serviranno alla maturazione di una consapevolezza che si sta imboccando una strada sbagliata allora saranno utili a qualcosa”. Il suo sfogo continua e parla di “lapidazione solo perchè la pensi diversamente dal capo. È accettabile tutto questo?È come dover chiedere permesso al padrone per esprimere una mia idea in quanto persona. Ma Grillo ha chiesto il permesso a qualcuno prima di candidare Di Pietro a presidente della Repubblica o quando deve chiamare Matteo Renzi ebetino?

Cinzia D’Intino

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