Nicole Minetti, dall’Olgettina alla Casa Bianca

Nicole Minetti, dall’Olgettina alla Casa Bianca

MILANO, 31 OTTOBRE – “Sogno di diventare la first lady americana”. A pronunciare queste parole è Nicole Minetti, regina degli scandali che ha deciso di raccontarsi in un’intervista unica ed esclusiva al settimanale “Chi”.

Archiviata la sua carriera politica italiana con oltre 13.000 euro di stipendio mensile elargito per oltre due anni dalla Regione Lombardia e fresca fresca di vitalizio politico, la starletta, ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, è pronta a lasciare il bel paese.

Un addio alla politica italiana, che però ci tiene a precisare “rimarrà per sempre nel mio cuore” e non nasconde che alle prossime elezioni il suo voto sarà sempre e solo per Berlusconi.

Nicole è pronta a lasciare tutto e a tuffarsi in una nuova avventura che la porterà negli Stati Uniti d’America dove l’ex consigliera comunale è pronta a trasferirsi a tempo indeterminato.

Alle pagine di “Chi” confida questa sua scelta : ” Un capitolo della mia vita si chiude, ma non mi abbatto. E niente lacrime, i dolori, quelli veri” – specifica – “sono altri“.

Anzi la Minetti ha le idee ben chiare : ” Sogno di incontrare un bell’uomo di due metri che gioca a baseball e che riesca a conquistarmi” e si spinge oltre, pronunciando la frase che ha fatto sbellicare dalle risate tutti ” sogno di diventare la first lady americana“.

Come si suol dire “i sogni son desideri” e qui più della Minetti può dirlo, che nel giro di poco tempo ha lasciato gli studi dentistici per le aule del Consiglio Comunale della Regione Lombardia. Certo arrivare alla Casa Bianca non è cosa facile.

Interrogata sul suo futuro affettivo la Minetti non escluda la possibilità di un matrimonio e di avere dei figli e perchè no di fare un calendario, sempre e solo “se ne valesse la pena” ci tiene a precisare.

Del resto le forme ci sono e se dovessero esserci le cifre giuste il passo sarà breve per realizzare quello che si prospetta già uno dei calendari più chiacchierati di sempre.

Emanuele Ambrosio

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