Rave Party: guerriglia nell’ex deposito Standa di Cusago, ventiduenne in coma

Rave Party: guerriglia nell’ex deposito Standa di Cusago, ventiduenne in coma

MILANO, 29 OTTOBRE – Oltre 1.500 giovani hanno partecipato ad un rave party svoltosi sabato 27 ottobre in un capannone a Cusago, periferia nord di Milano.

Il raduno abusivo organizzato all’insegna della trasgressione, dove le principali attività sono state l’assunzione di alcolici e sostanze stupefacenti, e l’ascolto di musica ad altissimo volume, si è concluso in maniera drammatica.

L’intervento della Polizia e dei Carabinieri ha scatenato le reazioni violente dei giovani ravers che hanno iniziato a lanciare oggetti pericolosi contro gli agenti, i quali per difendersi hanno sparato dei lacrimogeni, sia all’interno che all’esterno del capannone, trasformando il party in una guerriglia urbana i cui esiti sono stati numerosi feriti, tra i quali più di trenta agenti, e una ragazza attualmente in coma.

La ragazza in questione è una ventiduenne di Cuneo che nel tentativo di fuga dall’inferno scatenatosi, è caduta sbattendo violentemente la testa. La ragazza, già stordita a causa delle ingenti quantità di alcool assunte, ha accusato subito nausea e dolori ed è stata trasportata all’Ospedale San Carlo, dove le hanno successivamente diagnosticato un’emorragia celebrale. La giovane è stata operata d’urgenza ed indotta al coma farmacologico.

Secondo la ricostruzione, la ventiduenne aveva richiesto soccorso alle ambulanze a seguito della caduta, accompagnata da un’amica, mentre il fidanzato della ragazza, uno dei quattro giovani accusati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, sembrava essere all’oscuro degli avvenimenti intorno alla compagna.

Feriti, arresti e sequestro di materiali sono dunque i risvolti finali di questa vicenda nelle campagne milanesi.

Forti ora le polemiche sul tentativo fallito di mediazione da parte delle Forze dell’Ordine, considerato un intervento poco prudente da Enzo Delle Cave, segretario milanese del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia), il quale ricorda l’alta pericolosità di una simile azione già segnalata alla Questura a seguito di un analogo episodio a Rho (Milano).

Chiara Buzzone

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