Zoia Veronesi: “Non c’è alcunché di illecito”. Interrogata per quattro ore la segretaria di Bersani

Zoia Veronesi: “Non c’è alcunché di illecito”. Interrogata per quattro ore la segretaria di Bersani

BOLOGNA, 26 OTTOBRE – “Io sono sicuro che le cose siano state fatte per bene.” Disse Pier Luigi Bersani dinanzi alle accuse rivolte alla sua storica segretaria, Zoia Veronesi, indagata per truffa aggravata ai danni della regione Emilia Romagna.

Ma, evidentemente i 150mila euro percepiti indebitamente, pesano sulla coscienza della Veronesi, tanto che alla fine dell‘interrogatorio in Procura, tenutosi stamane, lei ed il suo avvocato Paolo Trombetti, se la sono data a gambe levate rifugiandosi nell’auto e sfrecciando via con manovre che hanno messo a rischio anche i cronisti che cercavano di avere notizie.

L’INTERROGATORIO – Il Pm Giuseppe Di Giorgio, titolare dell’inchiesta, insieme al procuratore aggiunto Valter Giovannini, hanno interrogato per 4 ore Zoia Veronesi, la quale “ha puntualmente risposto a tutte le domande poste dagli inquirenti, fornendo specifiche precisazione a dimostrazione dell’insussistenza dell’ipotesi di reato che le è stato contestato.” afferma il suo avvocato Trombetti.

All’interrogatorio hanno preso atto e parte, anche degli Ufficiali della Guardia di Finanza che hanno svolto l’indagine risultata esiziale per la Veronesi.

Difatti, dell’incarico che le fu affidato , ossia quello di intrattenere i rapporti tra il Parlamento e l’ente regionale emiliano-romagnolo, non risulta alcun riscontro, ergo non svolse l’attività affidatale ma percepì ugualmente (tra stipendi e rimborsi) 150mila euro.

In quell’arco di tempo, ben retribuito dalla regione, la Veronesi pare si trovasse a lavorare a Roma per Bersani.

Ma come ben corruttore si voglia, mediante il suo avvocato, la donna afferma “Non c’è alcunché di minimamente illecito.”

Al momento, il verbale dell’interrogatorio è stato secretato dalla procura.

Rossella Assanti

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