Bologna cuore della protesta contro la Fornero: “Non siamo Choosy”

Bologna cuore della protesta contro la Fornero: “Non siamo Choosy”

BOLOGNA, 25 OTTOBRE – “Siamo stanchi delle etichette che i vari ministri o politici di turno provano a cucirci addosso”. Hanno dichiarato questa mattina gli attivisti e attiviste del neonato collettivo Làbas. I manifestanti muniti di striscioni, megafono e vernici colorate, davanti la sede della Direzione Provinciale del Lavoro, vogliono dire, pacificamente, “basta!”.

“Negli anni ci hanno definito bamboccioni, sfigati, neet, fannulloni. Non possiamo accettare gli epiteti provocatori di chi con riforme, tagli, politiche di austerity, ha dimostrato di avere un piano ben preciso per le nuove generazioni: zero diritti sul lavoro, sfruttamento, precarietà, disoccupazione” ; continuano, dimostrando di aver mal digerito le parole del Ministro del Lavoro pronunciate a Milano.

“Vorremmo anche dire al Ministro Fornero che è scandaloso definire antidemocratiche le contestazioni di cui è stata oggetto nelle ore successive alle sue parole.

E’ facile leggervi il tentativo di ridefinire, restringendoli, gli spazi del dissenso, facendo passare chi prende parola sulla propria situazione come violento: violento é il modo in cui siete saliti al governo, violente sono le vostre politiche, violenta la condizione di vita a cui vorreste ci adattassimo!
Siamo studenti e precari, una parte di quella generazione no future, che vive nella certezza di essere ormai tagliata fuori dal welfare e dalle garanzie conquistate in passato.
Nonostante le nostre vite siano costantemente in bilico fra lavoretti saltuari o sottopagati ed un sistema formativo dequalificato e costoso, ogni giorno tentiamo di strappare un pezzetto di quello che ci spetta, con determinazione e creatività: abbiamo aspettative, competenze, grandi desideri e non siamo disposti a svenderli o a sentirci in colpa per questo”,

Parole colme di rabbia, di delusione per una politica che, invece di investire sui giovani, li mortifica continuamente. Si sentono svalutati, non rispettati e ora, anche insultati. Ad essere insultata è, probabilmente, la loro intelligenza, le loro capacità, ma soprattutto la loro volontà di fare e affermarsi nonostante il vento soffi dalla parte opposta.

Reazioni comprensibili; c’era da aspettarselo. Si tratta di leggi della dinamica: ad ogni azione (in questo caso, affermazione), corrisponde una reazione uguale e contraria!

Marilena Felice 

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