Tagli sul numero delle province italiane, si passa da 110 a 74

Tagli sul numero delle province italiane, si passa da 110 a 74

ROMA, 23 OTTOBRE – Ancora dibattiti sui cambiamenti proposti dalla cosiddetta Manovra Salva-Italia, Decreto Legge 6 dicembre 2011 n.201, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, proposta dal Governo Monti.

Il suddetto prevede varie modifiche socio-economiche tra cui la riduzione del numero di Province. In particolare gli enti con meno di 350.000 abitanti e con territori inferiori a 2.500 chilometri quadrati dovranno essere accorpati e ci saranno aggregazioni per un totale di 36 Province in meno solo per le regioni a statuto ordinario che ne conteranno 50 invece che 86, mentre per le regioni a statuto speciale si prevedono sei mesi a disposizione per l’ adeguamento che avverrà in modo autonomo. Modifiche anche sugli organi governativi delle neo Province, infatti si prevede l’abolizione delle Giunte Provinciali e i Consigli Provinciali avranno un massimo di 10 membri che saranno eletti non più dai cittadini, ma dai rispettivi  Consigli Comunali.

Si dibatte ancora sull’efficienza della manovra che sarebbe una delle più grandi mai fatte prima dal governo e che ha tra i primi obiettivi quello di ottenere un notevole risparmio nazionale.

I poteri delle Province saranno devoluti entro 12 mesi ai rispettivi Comuni e alle Regioni secondo le leggi regionali e dal 30 giugno 2013 ciascuna delle Province, accorpata o no, sarà guidata da un commissario istruito in materia che agevolerà e guiderà le transazioni verso il nuovo sistema.

Il  ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione – Patroni Griffi – fa riferimento alla possibilità di successive modifiche riguardanti l’assetto sia del numero troppo elevato di comuni italiani, più di 8.000 e molti con poche migliaia di abitanti, sia sulle dimensioni delle Regioni stesse.

I primi giorni di Novembre il decreto arriverà al tavolo del Consiglio dei Ministri.

Sabrina Stellino

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