Saluggia: auto pirata investe e uccide i coniugi Ferdinando Anselmino e Luigina De Caroli

Saluggia: auto pirata investe e uccide i coniugi Ferdinando Anselmino e Luigina De Caroli

Incidente Stradale Saluggia, provincia di VercelliSALUGGIA, 25 LUGLIO – Ha un nome il 27enne che questa notte alle 23 ha investito una coppia di coniugi che, sulla loro Vespa, stavano percorrendo la Strada Provinciale 29 all’altezza di Saluggia (Vercelli) e si è poi dileguato senza prestare soccorso.

Si chiama Fabio Marchisio, risiede a Saluggia coi genitori ma non è originario della zona.

Questi gli ultimi particolari sulla tragedia che nella serata di ieri si è consumata sulle strade del Vercellese, e che ha avuto come vittime innocenti i coniugi Ferdinando Alselmino, di 50 anni, e Luigina De Caroli, 49.

LE VITTIME E LA RICOSTRUZIONE – I due erano molto conosciuti a Saluggia, Ferdinando infatti aveva ricoperto incarichi importanti nell’Amministrazione Comunale tra cui quello di Assessore all’Ambiente, era stato coordinatore di zona del PDL e si era schierato al fianco del candidato sindaco Renato Bianco.

Luigina invece lavorava da molto tempo presso l’Agenzia di Assicurazione Unipol del paese.

I coniugi lasciano due figli di 16 e 19 anni.

Ieri sera verso le 23 stavano attraversando il tratto di Provinciale 29 all’altezza di Via Case Sparse, a Saluggia, quando sulla loro Vespa è piombata un’auto pirata che, ad altissima velocità, li ha investiti; il conducente dell’auto non si è fermato, anzi, ha proseguito fino alla propria casa e si è infilato a letto a dormire.

La donna è morta sul colpo mentre il marito è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale di Chivasso dove è morto subito dopo il ricovero.

Intervenuti immediatamente sul luogo della strage, i Carabinieri di Livorno Ferraris (VC) hanno ascoltato alcuni testimoni e sono riusciti a risalire all’auto dell’uomo, una Seat Leon; grazie all’individuazione della macchina hanno raggiunto Fabio Marchisio nella propria abitazione.

Ora l’uomo è in stato di arresto per omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso presso il carcere di Vercelli, e a disposizione della Procura che ha avviato le indagini.

Dalle prime analisi è risultato che l’omicida presentava un tasso alcolemico di 2,5 g/l, quattro volte superiore al limite consentito.

La vicenda ha un ultimo, assurdo risvolto, che suona quasi da beffa: stando agli ultimi aggiornamenti, infatti, pare che Fabio Marchisio abitasse con i genitori in un appartamento di Saluggia di proprietà proprio di Ferdinando Anselmino.

Ilaria Facchini
ilaria_facchini@hotmail.it

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