Ozzano Emilia, il destino beffardo dei gemellini morti e il dolore dei nonni

Ozzano Emilia, il destino beffardo dei gemellini morti e il dolore dei nonni

BOLOGNA, 23 LUGLIO – Si dichiarano sconvolti, smarriti, non si capacitano di ciò che ha fatto la loro figlia nella serata di giovedì scorso. Non li hanno ancora fatti entrare nella camera del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, reparto di ostetricia e medicina dell’età prenatale, dove la ragazza è ricoverata, e aspettano immobili nell’ingresso.

«Abbiamo fatto della dignità, dell’onestà e del rispetto degli altri i valori della nostra vita e li abbiamo trasmessi alle nostre figlie – dicono –  Adesso cerchiamo la forza per capire, rialzarci e non essere travolti».

Sono i genitori della ventunenne di Ozzano Emilia che giovedì sera ha partorito in casa, prematuro di 23 settimane, uno dei due gemelli di cui era incinta, lo ha chiuso in un sacchetto, lo ha gettato in un cassonetto dell’immondizia e ha ripulito casa.

Ma al rientro dei genitori non è riuscita a nascondere l’emorragia ed è stata immediatamente portata al Sant’Orsola dove ha partorito il secondo gemello che purtroppo, dopo due giorni di lotta, non è sopravvissuto.

In un’intervista rilasciata sabato, i genitori della giovane ribadiscono quanto affermano da giovedì, ovvero che non erano assolutamente a conoscenza della gravidanza.

«Noi scherzavamo sempre sulla sua corporatura robusta, le dicevamo che aveva la pancetta». E ancora: «Anche la sera prima che succedesse tutto le dicevamo di mangiare di meno, ma ci sorridevamo. Giorni fa siamo andati in bicicletta, abbiamo fatto più di dieci chilometri, a lei piace la bici, poi gli addominali. Se avessimo saputo della gravidanza non l’avremmo mai fatto».

Cosa abbia provato la ventunenne alla scoperta di essere incinta e  perché abbia nascosto tutto resta ancora un inquietante mistero, i genitori provano a dare una spiegazione: «Più che paura crediamo che abbia provato vergogna. Paura forse no, perché parlavamo e sa che se ce l’avesse raccontato le avremmo chiesto innanzitutto cosa voleva fare lei. Avremmo affrontato tutto insieme. Avremmo tenuto e cresciuto i due bambini».

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In paese sono conosciuti per essere gran lavoratori molto attaccati alla famiglia, addirittura c’è chi li “accusa”, dicono loro, di essere troppo presenti.

Che sia stato questo il motivo per cui la figlia ha nascosto la gravidanza?

Una domanda a cui potrebbero seguirne tantissime altre, e per ognuna tantissime risposte.

Ed è solo uno dei tanti angoli bui di questa nerissima vicenda su cui si sta lavorando per far luce. Al momento la Polizia si sta concentrando su quanto avvenuto giovedì sera, la ragazza potrebbe aver avuto un aborto spontaneo oppure potrebbe essere stata aiutata da qualcuno a “liberarsi” di quelle povere creature.

«Noi abbiamo piena fiducia nel lavoro che sta facendo la Procura – affermano i genitori a proposito delle indagini – se nostra figlia verrà ritenuta colpevole è giusto che paghi per quello che ha fatto. Quello che è successo l’altra notte e tutte le conseguenze che ci saranno la aiuteranno a crescere. Vogliamo che i nostri figli si assumano la responsabilità di quello che fanno. Noi siamo fatti così».

Intanto sono con lei all’Ospedale, giorni a digiuno e notti in bianco, ma ancora non si può entrare

A ogni infermiere chiedono di far sapere alla figlia che loro ci sono. Lo ammettono, alla loro normale e insospettabile famiglia è caduto addosso un macigno, da qui in poi ci vorrà tanta forza: «Dobbiamo trovare la forza di rialzarci, per noi e per lei».

Ilaria Facchini

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