Addio Province, cambia la geografia del paese

Il governo rinuncia alle Feste, ma cambia la geografia del Paese. Varata la delibera sul taglio, saranno 64 su 107 le Province da accorpare.

Addio Province, cambia la geografia del paese

BOLOGNA, 21 LUGLIO – Approvato il decreto – art. 17 del Dl 95/2012 – il cdm ha esaminato e approvato la delibera dei criteri minimi per la sopravvivenza delle Province fissata a 350mila abitanti e 2500 chilometri quadrati. Parte il conto alla rovescia per 50 Province nei territori ordinari più 14 in quelli speciali.

Ciò significa che entro la fine dell’anno saranno 64 su 107 le province da accorpare di cui 50 in regioni a statuto ordinario e 14 a statuto speciale. Del totale se ne salvano 43 di cui 10 metropolitane (Roma, Milano, Napoli, Venezia, Bologna, Firenze, Genova, Bari, Torino e Reggio Calabria) 26 in regioni a statuto ordinario e 7 a statuto speciale

L’atto che dovrà ora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, stabilisce che al termine del riordino sopravvivranno solo gli enti che avranno entrambi tali requisiti, fermo restando le eccezioni già fissate dall’articolo 17: essere capoluogo di Regione e non confinare con un’area metropolitana, da un lato, e con Province appartenenti a territori diversi, dall’altro.

 Le nuove Province — che si occuperanno solo di ambiente, trasporto e viabilità — dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati. Chi non riuscirà a raggiungere questa soglia potrà fare una sorta di ‘campagna acquisti’ cambiando radicalmente la cartina geografica italiana, con accorpamenti che potranno dare vita a nuovi enti territoriali o ricalcare antiche conformazioni dello stato preunitario.

Gli accorpamenti, elaborati dai Consigli delle autonomie locali, dovranno essere approvati dalle Regioni entro il primo gennaio 2014. Parma, Piacenza, Modena e Reggio Emilia, per esempio, potrebbero far parte di una sorta di Provincia del buon gusto, capace di riunire tutte le migliori indicazioni geografiche protette (Igp) del Paese, dal parmigiano al prosciutto, all’aceto. . Mentre in Toscana potremmo avere una Provincia dei Gran vini con Siena, Arezzo e Grosseto, accanto a quella Marinara di Massa, Lucca, Livorno e Pisa, cercando però di far assopire i tradizionali rancori stracittadini.

«Nei prossimi giorni – si legge nella nota di Palazzo Chigi – il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da Cal e Regioni interessate al Governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle Province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura. La soppressione delle Province che corrispondono alle Città metropolitane – 10 in tutto – avverrà contestualmente alla creazione di queste entro il 1° gennaio 2014».

EMILIA ROMAGNA – La Provincia di Forlì-Cesena verrà accorpata a quelle di Rimini e Ravenna. Il parlamentino del governo Monti ha inoltre fissato alcuni paletti. In base ai criteri approvati i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti (la nostra Provincia ne conta 390mila ca) ed estendersi su una superficie non inferiore a 2.500 chilometri quadrati (ora siamo a 2.377). Le nuove Province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto Salva Italia).

In cdm il Governo ha poi affrontato la questione del calendario delle festività e delle celebrazioni nazionali, ma alla fine ha deciso di non procedere all’accorpamento delle festività.

ELENCO DELLE PROVINCE DA TAGLIARE – tra parentesi i residenti- Abruzzo – Pescara (323.184) – Teramo (312.239) Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/67bTQ Calabria – Crotone (174.605) – Vibo Valentia (166.560) Campania – Benevento (287.874) Emilia-Romagna – Rimini (329.302) Friuli-Venezia Giulia – Pordenone (315.323) – Gorizia (142.407) Liguria – Savona (287.906) – La Spezia (223.516) – Imperia (222.648) Lombardia – Lecco (340.167) – Lodi (227.655) Marche – Ascoli Piceno (214.068) – Fermo (177.914) Molise – Isernia (88.694) Piemonte – Asti (221.687) – Biella (185.768) – Vercelli (179.562) – Verbano-Cusio-Ossola (163.247) Sardegna – Carbonia-Iglesias (129.840) – Medio Campidano (102.409) – Ogliastra (57.965) Sicilia – Ragusa (318.549) – Caltanissetta (271.729) Toscana – Livorno (342.955) – Pistoia (293.061) – Prato (249.775) – Massa-Carrara (203.901) Umbria – Terni (234.665) Veneto – Rovigo (247.884) 

Sabrina Pavani

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