Galassia BX442: scoperta antenata della Via Lattea nata circa 11 miliardi di anni fa

Galassia BX442: scoperta antenata della Via Lattea nata circa 11 miliardi di anni fa

BOLOGNA, 21 LUGLIO – Sarebbe stata individuata una “nuova” galassia,  identificata con la sigla BX442, una galassia a spirale proprio come la nostra, originatasi, però, circa 11 miliardi di anni fa.

La scoperta e lo studio, coordinati dall’università canadese di Toronto grazie alle immagini ottenute dal telescopio spaziale Hubble e pubblicati sulla rivista scientifica Nature, parlano di una antenata della Via Lattea, la più antica galassia a spirale mai osservata prima, nata più di dieci milioni di anni fa quando, come sostenuto dagli astrofisici fino a poco tempo fa, nell’universo non c’erano le condizioni adatte alla formazione di galassie di questo tipo.

Il parere dell’esperto

«In quel periodo, pochi miliardi di anni dopo il Big Bang – ha spiegato Adriano Fontana, dell’Osservatorio di Roma dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) – le galassie si trovavano in una fase piuttosto turbolenta e affollata, condizioni difficili per la formazione di galassie a spirale». Eppure alcune nuove immagini rilevate dal telescopio spaziale Hubblehanno hanno chiaramente identificato a una distanza di quasi 11 miliardi di anni luce una nuova galassia.

La nuova Galassia BX442

Questa nuova galassia mostrerebbe chiaramente alcuni  bracci di rotazione. Nell’universo sono visibili molte galassie dalla forma a spirale, ma in realtà queste si mostrano con delle strutture abbastanza deboli ed instabili; l’esistenza di questa configurazione a spirale sarebbe determinata, spiegano gli autori dello studio, dalla concomitanza di una massa molto grande, in grado di assicurare stabilità alla struttura, e dalla presenza di una galassia nana nelle vicinanze che potrebbe avere delle possibili influenze nelle forze di marea che si generano all’interno della galassia più grande. «La formazione dei bracci, che contraddistinguono le galassie a spirale, è dovuto a un fenomeno di risonanza, – ha spiegato ancora il ricercatore dell’Inaf, – qualcosa di analogo alle onde che si vedono in uno stagno se vi si getta un sasso. Le onde prodotte risultano visibili solo se l’acqua è calma, altrimenti le onde non si vedrebbero. Qualcosa di analogo avviene con i bracci delle galassie, possono formarsi e risultare visibili solo in condizioni di ‘tranquillità».

Come ha spiegato Fontana, l’individuazione di questa eccezionale “antenata”, una sorta di nonna precoce dalla Via Lattea, non sarebbe però in realtà una rivoluzione per le conoscenze dell’evoluzione dell’Universo: già nel 2003 ne era stata individuata un’altra simile a una distanza di poco inferiore (circa 10 miliardi di anni luce), «questa scoperta rappresenta semplicemente un nuovo piccolo tassello in più di in uno schema più che si va costruendo».

Maria Francesca Cadeddu

APPRFONDIMENTI  Droni e privacy: un rapporto difficile da portare avanti

Leave a Reply

Your email address will not be published.