Nicole Minetti: “E’ davvero lei il problema della politica italiana?”

Nicole Minetti: “E’ davvero lei il problema della politica italiana?”

MILANO, 20 LUGLIO – Chissà che avrebbe voglia di dire, oggi, Nicole Minetti? Chissà cosa c’è dietro quel “non parlo per il bene di tutti”, pronunciato l’altro giorno per liberarsi dai giornalisti che la incalzavano al Pirellone nel giorno delle dimissioni annunciate da tutti, e mai arrivate?

Avrebbe probabilmente voglia di urlare la propria rabbia, Nicole, di confessare tutte le nefandezze a cui ha dovuto prestare il fianco per meritare quel posto di rilievo che molti possono solo sognare.

E’ curioso immaginare cosa possa frullare nella testa di una mia coetanea passata in meno di due anni dalla vita normale di una ventenne neolaureata, alle copertine patinate come una diva di Hollywood.

E oggi? Oggi, dopo lodi sperticate di alcuni degli uomini e delle donne più potenti d’Italia, diventare improvvisamente il “problema” da eliminare a tutti i costi. Il virus che deve essere debellato per far guarire il malato.

Anche se finora non è chiaro se il malato sia la Regione Lombardia, da cui dovrebbe fuoriuscire, l’ex premier Silvio Berlusconi, o addirittura la Politica italiana che deve rigenerarsi espellendo il “male assoluto”.

La Minetti come “male assoluto” farebbe persino ridere, se non fosse che è così che vogliono mostrarla oggi i vertici della ex maggioranza.

Non è un ritratto melenso quello che sto tentando di fare ma uno spaccato di una giovane vita complicata, sì nell’agio e nel potere (quel poco che ha avuto), ma nella miseria a cui questo spesso conduce.

E’ infatti senza dubbio difficile accettare, anche per i più critici, che una giovane bellissima (è innegabile) e in gamba (qualsiasi cosa questo voglia dire, lo è), diventi oggi il capro espiatorio di un intero movimento politico travolto da scandali ben più gravi.

Nicole Minetti, una giovane donna , forse troppo ambiziosa che ha pagato un conto salatissimo finendo sulle pagine di tutti i giornali del mondo come concubina di un signore anziano che potrebbe essere suo nonno. Tacendo di proposito sul processo Ruby, per carità di patria.

E non sarà stato facile anche per lei passare in poco tempo da protetta del “capo”, addirittura, qualcuno vociferava, sua compagna di vita, a una moderna Giovanna d’Arco da bruciare sul rogo della Regione Lombardia per costruire una nuova immagine di Silvio Berlusconi in vista delle prossime elezioni politiche. E’ questo in fin dei conti quello che sta succedendo oggi: il Cavaliere è a caccia di redenzione, quale miglior modo che eliminare il simbolo della dissolutezza delle “cene eleganti”??

Due anni fa, però, quando la giovanissima Nicole fu inserita nel listino bloccato di Formigoni, con la sicurezza di un posto in Consiglio Regionale, nessuno ebbe nulla da eccepire. L’ordine veniva dall’alto, anzi dall’Altissimo.

Non si ricorda altresì nessuna levata di scudi del pdl all’indomani della sua iscrizione nel registro degli indagati per il processo Ruby. Tutti al contrario gridarono al golpe di Ilda Bocassini, come se avesse attentato al capo e ai suoi protetti. “Colpiscono la Nicole per colpire Berlusconi” si diceva in quei periodi.

E nessuno proferì parola quando Berlusconi in diretta da Gad Lerner definiva la consigliera come il meglio dei giovani italiani, una laureata con 110 e Lode, che nulla aveva da invidiare a chicchessia in quel “postribolo televisivo”. Ipse dixit, d’altronde.

Oggi che succede?

E’ proprio Berlsuconi che la pugnala, non in pubblico, non potrebbe dopo tutto quel che si è scoperto sulle “cene eleganti” di Arcore. La tradisce nel modo in cui fa ancora più male, la fa colpire dai suoi mastini. Il più assetato di sangue sembra essere (tanto per cambiare) la Santanchè che ha di recente dichiarato che la Minetti “in questi mesi ha dimostrato di non essere adatta alla politica”. Il “segretario” del pdl Alfano domenica a domanda sulle eventuali dimissioni della Minetti, rispondeva: “Sì”. Confermava sicuro anche il coordinatore lombardo del pdl Mantovani.

Anche io, come tutti i più critici, ho pensato in passato: ma come diavolo c’è finita un’igienista dentale in consiglio regionale? Le risposte che mi sono dato sono fin troppo banali perché le ripeta qui.

Oggi però un altro pensiero prende il sopravvento: di chi è la colpa di questa situazione? Chi ha accettato senza fiatare la sua candidatura? Chi l’ha difesa a spada tratta tra nipoti di Mubarak, olgettine varie e meritocrazia di cartone? E allora, chi oggi, dovrebbe dimettersi?

Formigoni parla di dimissioni come “atto personale”, cosa potrebbe dire altrimenti?

E allora W la Minetti. Solo però, se finalmente quel “non parlo per il bene di tutti” diventerà: “mi dimetto, avete vinto voi, ma ora dico tutto quelllo che ho visto e fatto e poi ci divertiamo”. Che ne dici Nicole?

Simone De Rosas
derosas.simone@gmail.com

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