Lipodistrofia devasta Zara Hartshorn: all’età di 15 anni ne dimostra 50

La madre chiede con dignità all’Inghilterra di essere vicina a sua figlia Zara

Lipodistrofia devasta Zara Hartshorn: all’età di 15 anni ne dimostra 50

BOLOGNA, 19 LUGLIO – Il termine “lipodistrofia” significa alterazione della normale crescita ( distrofia) del tessuto adiposo (lipo). Essa erroneamente viene sempre associata al virus HIV ma la lipodistrofia può coinvolgere anche chi non ne è affetto. Quando al coinvolgimento del tessuto adiposo si associano alterazioni del metabolismo  lipidico e glucidico si parla di  “sindrome lipodistrofica”.

Essa non necessariamente si manifesta in tutti i pazienti affetti dal virus HIV e parimenti può esistere lipodistrofia senza la presenza obbligatoria di sindrome lipodistrofica. Le sue manifestazioni possono essere diverse e distribuite a seconda del sesso , dell’età , della razza e della durata di determinate terapie antiretrovirali oltre che del virus HIV in sé per sé.

IL CASO DI ZARA HARTSHORN

Zara Hartshorn è un’adolescente inglese che soffre di lipodistrofia ha 15 anni e ne dimostra 50, ne sono affetti la madre Tracy e gli altri due fratelli di Zara, seppure in forma minore. Ed è stata proprio Tracy, a 40 anni, ad essersi sottoposta per prima ad un intervento di plastica facciale che ha ridotto il problema in modo purtroppo temporaneo. La degenerazione col tempo si è riproposta lasciando pure traccia evidente delle cicatrici.

I giornali e i tabloid inglesi le hanno dedicato ampio spazio perché la medicina può fare molto ma la madre non ha i mezzi economici necessari alle cure.Il suo volto è particolarmente segnato dalla lipodistrofia che distribuisce i grassi del corpo in modo non uniforme, creando increspature anomale della pelle che cresce in maniera accelerata e, al di là degli impatti che questa ha sul fisico, crea grossi problemi nei rapporti sociali soprattutto per i giovani.

I PROGRESSI DELLA MEDICINA

Oggi la medicina ha fatto dei notevoli progressi, anche se si tratta di terapie ancora sperimentali, soprattutto perché la lipodistrofia è uno dei tanti effetti devastanti dell’HIV, malattia che di per sé pone già chi ne è affetto in uno stato di isolamento dalla vita sociale. La madre si dice disposta a tutto per aiutare Zara prima che sia troppo tardi e, non del tutto rassegnata, chiede con dignità all’Inghilterra di essere vicina a sua figlia.

Anche in Italia il problema è particolarmente sentito, ci sono diversi enti onlus che si stanno prodigando per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli ambienti della ricerca scientifica. Il sito www.lipodistrofia.info può essere consultato per saperne di più.

Sabrina Pavani
pavani.sabrina@gmail.com

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