Sequestrata Green Hill, azienda che alleva beagle per vivisezione

Il blitz del Corpo Forestale ha portato al sequestro della struttura di 5 ettari. L’intervento è stato approvato dopo le denunce di Lav e Legambiente.

Sequestrata Green Hill, azienda che alleva beagle per vivisezione

BRESCIA, 19 LUGLIO – È stato un gran giorno per gli amanti degli animali e dei cani in particolare. Il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato Green Hill, la nota azienda, di proprietà dell’impresa americana Marshall Farm Inc, che alleva cani beagle destinati agli esperimenti di vivisezione. Il blitz, che ha avuto luogo questa mattina, è partito in seguito alle denunce da parte di Legambiente e Lega Antivivisezione e dopo mesi di furiose polemiche da parte delle associazioni animaliste.

Le operazioni di ispezione e sequestro della struttura situata a Montichiari (Brescia), disposte dalla Procura della Repubblica di Brescia, hanno coinvolto una trentina di guardie forestali, appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo, il Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (Nirda) e alcuni agenti della Digos. Sul posto erano presenti, in aggiunta, anche funzionari della Questura di Brescia. Un così massiccio impiego di forze è presto spiegato dalla grandezza di Green Hill: una struttura che occupa 5 ettari, in cui le forze dell’ordine hanno trovato ben 2.500 cani, tra cuccioli e fattrici.

Per ora, tre persone appartenenti ai vertci dell’azienda sono indagate per maltrattamento di animale: «I beagle» accusa Lav, «vengono allevati in massa e cresciuti senza vedere la luce del sole o poter passeggiare all’aria aperta, mantenuti all’interno di gabbie di dimensioni esigue, dalle quali escono solo al momento di essere trasferiti presso la loro destinazione finale: il laboratorio».

La custodia giudiziaria degli animali, i quali non potranno uscire dallo stabilimento, è stata affidata ai rappresentanti della Green Hill, assieme al sindaco di Montichiari e alla Asl locale. Una decisione che è stata duramente contestata dal Coordinamento “Fermare Green Hill”.

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Il sequestro di Green Hill è stato ovviamente accolto con grande soddisfazione da Lega AntiVivisezione e Legambiente: «Finalmente è stata riaperta l’inchiesta giudiziaria sulle modalità di detenzione degli animali nella megastruttura» ha dichiarato il presidente di Lav, Gianluca Felicetti «speriamo che gli accertamenti possano fare luce sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni e dimostrino l’impossibilità per Green Hill di garantire il rispetto delle necessità dei cani».

Anche l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, molto attiva nelle campagne animaliste, ha espresso la sua felicità: «È il segno che qualcosa sta cambiando in Italia. Il motivo per cui la sperimentazione sugli animali viene mantenuta è solo di tipo economico».

Il passo più importante, però, deve compiersi in Parlamento. In questi mesi è all’esame del Senato la legge, già approvata dalla Camera, che vieterebbe l’allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione e il ricorso agli animali nelle esercitazioni belliche e didattiche, imponendo l’obbligo di anestesia e analgesia durante le sperimentazioni.

La sperimentazione animale, secondo la Lav, coinvolge circa 150 milioni di animali ogni anno, anche se quelli più utilizzati sono i topi. In Italia, circa 1.200 cani vengono sottoposti ogni anno a test tossicologici, prove per farmaci e per la produzione di apparecchiature, nonostante la legge italiana ne limiti fortemente l’utilizzo.

Giovanni Gaeta

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