Riforma del lavoro: ecco cosa cambia a partire da oggi

Modifica dell’Art. 18, stretta sulla flessibilità in entrata, nascita dell’Aspi e caccia alle false partite Iva: ecco cosa ci riserva la riforma del lavoro

Riforma del lavoro: ecco cosa cambia a partire da oggi

ROMA, 18 LUGLIO – Entrano oggi in vigore le modifiche introdotte dalla riforma del lavoro targata Fornero, dopo l’approvazione in via definitiva in Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 3 luglio.

Ecco cosa cambia per i lavoratori:

IL NUOVO ART. 18: da oggi non sarà più automatico il reintegro in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici, che comporterà invece la corresponsione di un’indennità dalle 12 alle 24 mensilità; il giudice avrà minor discrezionalità nello stabilire il reintegro per licenziamento disciplinare (per giusta causa o giustificato motivo); la decisione avverrà poi sulla base dei principi definiti solo dai contratti collettivi e non più anche dalla legge.

Resta invece sempre nullo il licenziamento discriminatorio.

NASCE L’ASPI: l’assicurazione sociale per l’impiego sostituirà dal 2017 l’indennità di mobilità e di disoccupazione, sarà estesa anche ad apprendisti e artisti, ma verrà persa da chi rifiuti un impiego con retribuzione superiore del 20% al valore dell’indennità.

FLESSIBILITA’ IN ENTRATA: le imprese protestano per le restrizioni in materia, dato che da oggi il canale principale per entrare nel mercato del lavoro sarà l’apprendistato, ma con durata minima non inferiore a 6 mesi e con maggior valore formativo.

Per quanto riguarda invece il contratto a termine, il primo non potrà durare più di 12 mesi (non prorogabili), la pausa obbligatoria prima del rinnovo sarà più lunga (minimo 60 giorni) e l’aliquota contributiva aumenterà dell’1,4% per finanziare l’Aspi.

Aumenta anche l’aliquota per i contratti a progetto.

FALSE PARTITE IVA: da oggi saranno ritenute vere solo quelle con un reddito annuo lordo superiore ai 18mila euro; altrimenti scatterà la presunzione di lavoro subordinato e spetterà all’azienda dimostrare il contrario.

Beatrice Amorosi
beatrice.amorosi@gmail.com

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