Don Giangiacomo Ruggeri si confessa

Don Giangiacomo Ruggeri si confessa

PESARO, 18 LUGLIO –  Don Giangiacomo Ruggeri ha ammesso davanti al Gip Lorena Mussoni i contenuti dei filmati girati di nascosto dalla polizia il 10 e 12 luglio. Ha detto: «Non so cosa mi sia successo, non ero lucido. Non mi sono reso conto neppure di dove mi trovavo, e non mi era mai successo prima».

Le immagini sono inequivocabili, le scene si sono svolte davanti a molti dei presenti in spiaggia: Don Giacomo è arrivato di prima mattina sotto l’ombrellone dei bagni Torrette insieme alla ragazzina e nel giro di qualche minuto, sarebbero cominciate le effusioni; non solo sotto l’ombrellone, ma anche dietro a delle cabine, e poi a lato di alcune scalette che portano in spiaggia e soprattutto in acqua dove, secondo le riprese filmate, potrebbe esser avvenuto qualcosa di più. Circa due ore di riprese che hanno persuaso gli inquirenti a chiedere la arresto del sacerdote per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.

In un’ora e mezza di confronto, alla presenza del PM Sante Bascucci, ha utilizzato tutte le sua qualità di comunicatore per ricostruire la vicenda che venerdì scorso l’ha portato in carcere, ha ammesso:  «Mi assumo ogni responsabilità di quanto è successo, ma non c’è stata alcuna violenza sessuale». Ha confessato che “ha fatto tutto lui”, come del resto dimostrano le due ore di immagini raccolte dalla questura sulla spiaggia di ‘Bagni Torrette’.

Sicuro di sè, ma anche consapevole della gravità dei fatti che gli sono addebitati tanto da dire ai magistrati che “non ci sono altri eventi, altre storie né in passato né oggi”. Don Giangiacomo ha risposto senza nascondersi anche a una domanda sulla sua giovinezza: «Ho avuto una storia con una coetanea, ma molto prima di diventare sacerdote».

Don Giacomo ha affermato di non essere “innamorato” della ragazzina, e di non aver mai avuto prima pulsioni come quelle immortalate nei filmati, né con lei, in altre occasioni, né con altre ragazze.
In carcere ora dice di aver capito la gravità di quei gesti, e si è dichiarato tremendamente dispiaciuto per la ragazzina.

Il difensore, l’avvocato Gianluca Esposito, parla di un interrogatorio di garanzia reso ‘’in estrema trasparenza e completezza di informazioni’’ da parte di ‘’un uomo di fede’’ che à spesso a contatto ‘’fisico e di gioco’’ con giovani di ogni età. Ma il sacerdote, che durante l’interrogatorio si è mostrato pienamente padrone di sé, con una personalità forte e carismatica, ha risposto a tutte le domande in modo chiaro e lucido. «Ha descritto il suo rapporto con i giovani, e cercato di chiarire le circostanze dell’unico episodio che gli viene contestato» questo è quanto dichiara l’avvocato Esposito, difensore del prete. La difesa, peraltro, non ha chiesto la scarcerazione, in attesa che la Procura senta la minore coinvolta nella vicenda.

«Non c’è stata alcuna violenza, alcun abuso sulla ragazzina», afferma l’avvocato Esposito, e don Ruggeri ha fornito la sua interpretazione di quell’unico episodio oggetto di indagine.

Attendono con la massima tranquillità che gli inquirenti completino le indagini nei tempi necessari, sentendo anche la presunta vittima, la cui testimonianza dovrebbe essere acquisita con la formula dell’incidente probatorio, e alla presenza di uno psicologo.

Ad ogni modo, don Ruggeri è stato spostato dalla cella di isolamento del carcere di Villa Fastiggi in cui era stato rinchiuso dopo l’arresto e trasferito in una cella comune. Tornerà davanti al Gip, ma solo dopo l’incidente probatorio che riguarderà la minorenne che, entro una decina di giorni, sarà ascoltata dal PM Bascucci.

La minore, infatti, dovrebbe essere ascoltata dal Gip durante l’incidente probatorio, con l’assistenza di uno psicologo, ma è probabile che il PM, che ha assistito alla deposizione del sacerdote, preferisca ascoltarla prima, su delega della Procura dei minori.

Sposito dice: «Intendiamo lasciare agli inquirenti il tempo di completare le indagini » e sottolinea l’assenza di ‘’violenza’’ negli atteggiamenti del suo assistito con la minorenne; ma il codice penale equipara gli atti sessuali compiuti da un adulto, per di più educatore, su un minore di 14 anni proprio alla violenza.

Nel contempo, il Commissariato di Fano indaga per accertare se nel passato di don Ruggeri possano esserci altri episodi simili.

I quattro pc sequestrati al sacerdote sono passati al setaccio dai tecnici informatici della polizia.

A denunciare il parroco era stata l’intera spiaggia dei bagni Torrette. Perché il religioso si sarebbe scambiato effusioni davanti agli occhi di decine di bagnanti oltre che del bagnino, il quale chiamò la polizia il 10 luglio scorso dicendo che c’era un prete con una ragazzina che faceva cose non regolari.

In quell’occasione, gli agenti arrivarono di nascosto, ma senza telecamere o macchine fotografiche e soprattutto le effusioni finirono in fretta. Solo che quello squarcio di “scenette” sotto l’ombrellone, indusse il capo del commissariato di Fano Silio Bozzi a preparare nella notte una serie di postazioni con telecamere per riprendere eventuali nuove effusioni messe in atto dal parroco. I

l giorno 11 non successe niente, il 12 invece è stato il giorno della verità. Don Giacomo è arrivato di prima mattina sotto l’ombrellone dei bagni Torrette insieme alla ragazzina e nel giro di qualche minuto, sarebbero cominciate le effusioni: sotto l’ombrellone, ma anche dietro a delle cabine, e poi a lato di alcune scalette che portano in spiaggia e soprattutto in acqua dove, secondo le riprese filmate, potrebbe esser avvenuto qualcosa di più.

Maria Francesca Cadeddu
m.francesca1011@gmail.com

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