Morto Jon Lord, tastierista e anima dei Deep Purple

Un’altra stella è nel firmamento del rock

LONDRA, 17 LUGLIO – Il mondo del rock è triste quest’oggi e lo sarà ancora per molto tempo. Un altro grande, storico personaggio e protagonista della pianeta del rock’n’roll ci ha lasciato. Jon Lord, 71 anni, tastierista e co-fondatore dei Deep Purple si è spento ieri mattina a causa di un’embolia polmonare mentre si trovava ricoverato al London Clinic per la sua battaglia personale nel tentativo di sconfiggere un tumore al pancreas che lo aveva attaccato circa un anno fa.

E’ un peccato che non ci sia più. Per la sua bravura, per la sua capacità espressiva, per il suo modo di creare arte e per il suo senso di umiltà da persona qualunque.

A molti in Italia il nome Jon Lord dirà molto poco, se non proprio niente, a giudicare da come la notizia della sua scomparsa abbia avuto diffusione specialmente attraverso i principali canali televisivi, ma d’altronde se non ci sono tette al vento, farfalle tatuate o azioni ‘gossippare’ tutto il resto non fa notizia.

Ma chi è Jon Lord? Perché se ne parla almeno in ambito musicale?

Ebbene Jon Lord ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà la storia del rock’n’roll. Come si usa dire, entrerà nei libri di storia. Perdonatemi; ma il suo nome è già stato scolpito e marchiato col sacro fuoco nei libri di storia della musica rock.

La sua immagine mi è ben impressa nella mente. Fisico imponente, baffoni, capelli lunghi e le sue dita pronte a rincorrersi sui tasti bianchi e neri del suo organo Hammond. E già il suo hammond. Un organo ‘classico’; uno strumento poco convenzionale preso in prestito dal rock. Il suo hammond, la ‘bestia’ come spesso lo amava definire durante le interviste, potenziato nel suono grazie all’uso di un amplificatore per chitarra, il Marshall, sparato a tutto volume per essere ancora più aggressivo e potente.  Il suo hammond, la sua spada sguainata, la sua arma di mille battaglie, di mille spettacoli dal vivo, di mille concerti e di mille incisioni in studio.

Jon Lord nasce musicalmente con studi classici al piano e poi approda al jazz e subito dopo al rock. Il rock della metà degli anni sessanta. Un rock che sta crescendo e maturando attraverso sperimentazioni, follie, contraddizioni ed emozioni. Il rock della ribellione, della protesta e dell’esagerazione. Quel rock che sa coinvolgere i giovani del tempo, quei giovani che sono stufi di accettare i compromessi della società, che sono stufi di abbassare la testa di fronte alle situazioni della vita e sono pronti a reagire dimostrando di poter gestire la propria esistenza senza essere opportunisti abbracciando false ideologie.

Ed in questo ambito ecco inserirsi prepotentemente la musica di Jon Lord e i Deep Purple. Con loro i suoni diventano più duri, la tecnica fa un passo avanti anche grazie alle capacità di Jon Lord stesso, i giri di chitarra (comunemente chiamati riff, ndr) si inaspriscono e gli assolo della sei corde di Ritchie Blackmore lasciano il segno sferzando l’aria, la voce di Ian Gillan raggiunge tonalità mai toccate ed il cuore comincia a pulsare sempre più forte fino ad impazzire. La conseguenza è che Lord e i Deep Purple hanno preso per mano e trascinato il rock fino a renderlo più duro e trasformandolo in quello che oggi conosciamo come hard rock.

Ecco perché Jon Lord è un personaggio importante di questo movimento musicale, ecco perché il mondo del rock sarà ancora una volta orfano e un po’ più solo dopo la sua scomparsa. Tanti musicisti si sono ispirati a lui, al suo modo di suonare; esuberante durante i suoi primi anni di carriera e ricco di stile e di pacata consapevolezza poi col trascorre del tempo e con l’ingrigirsi dei capelli sempre lungi. Un autentico genio della musica, un competente e talentuoso pianista, un prezioso musicista e uomo di infinita cultura che si è saputo mettere in gioco sempre e fino alla fine.

Jon Lord, una delle pietre miliari della storia del rock non sarà più fisicamente con noi; ma è chiaro, si sa, sarà sempre con noi poiché la musica è immortale come i ricordi e le infinite emozioni…

Un’altra stella brillerà di luce splendente nel firmamento della musica rock. Ciao Jon!

Editoriale a cura di Francesco Amato

One Response to Morto Jon Lord, tastierista e anima dei Deep Purple

  1. Mario 2012/07/18 at 10:37

    E’ volato via come una rondine , lasciando un vuoto inestimabile a tutti coloro che conoscevano il suo modo di comporre e suonare quell’organo (hammond) un grande che sara’ ricordato nei tempi…l’ultima volta l’ho visto dal vivo e’ stato a Bolzano, ciao jon rimarrai sempre nel mio cuore.

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