Unioni omosessuali: il Pd si spacca. Di Pietro e Grillo nuovi ambasciatori dei diritti Gay

Unioni omosessuali: il Pd si spacca. Di Pietro e Grillo nuovi ambasciatori dei diritti Gay

BOLOGNA, 16 LUGLIO – Finalmente, verrebbe da dire. Finalmente anche l’Italia potrebbe allinearsi ai più moderni Paesi del mondo nel campo della parità dei diritti per le coppie omosessuali.

Verrebbe da dire, appunto. Se non fosse che coloro che ora ci propinano lezioni fin troppo accademiche sulla necessità di fantomatici “passi avanti” sui diritti dei gay sono gli stessi che per decenni non ne hanno voluto sentir parlare.

PD

Il casus belli (come al solito ndr) è scoppiato ieri in conclusione di Assemblea Nazionale del Partito Democratico, quando la presidente Rosy Bindi si è rifiutata di mettere ai voti un documento del Comitato Pd per i Diritti in materia di matrimonio tra coppie omosessuali. A quel punto è stata bagarre con tre esponenti del partito che hanno riconsegnato la tessera e Paola Concia e Ignazio Marino, seduti in prima fila, che la sventolavano in segno di protesta. Atterrito il segretario Bersani che non si aspettava una simile reazione e che durante la relazione aveva citato persino Woody Guthrie. Chissà che penserebbe del Pd il cantante americano famoso per le battaglie sui diritti. Meglio non saperlo.

DI PIETRO

In favore dei “dissidenti” del Pd è intervenuto Antonio Di Pietro: “Quella sui diritti della persona è una battaglia che dovrebbe essere trasversale e condivisa da tutti: laici e cattolici. Ci auguriamo che quei deputati che hanno denunciato la chiusura del Pd in tema di diritti civili sostengano e sottoscrivano la nostra proposta di legge sul pieno riconoscimento dei matrimoni gay anche in Italia, già depositata in Parlamento”. Ricordiamo però a malincuore che l’On. Di Pietro faceva parte del governo Prodi (2006) che affossò clamorosamente i Pacs senza neanche aprire una discussione in proposito in Parlamento.

GRILLO

Anche Beppe Grillo non ha risparmiato la sua invettiva sull’argomento. Il comico genovese, ormai consegnatosi mente e corpo alla politica, ha così sentenziato sul suo blog: “All’assemblea del pdmenoelle, il partito che vorrebbe governare l’Italia (non ridete per favore), si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge”. Certo è curiosa questa posizione così laicamente democratica da uno che il 9 maggio scorso aveva chiuso il comizio a Bologna con l’infelice saluto “at salut, buson” che tradotto suona “vi saluto, culattoni”, fatto che aveva scatenato le proteste dell’Arcigay che oggi pare aver dimenticato tutto e si dichiara “soddisfatta” delle parole del blogger genovese. Grillo inoltre, al pari della lega Nord, si è sempre dichiarato contrario allo Ius Soli, diritto elementare sancito in quasi tutti i Paesi democratici del mondo, Italia esclusa.

LA LEZIONE DI PAOLA CONCIA

Paola Concia, deputata Pd dichiaratamente omosessuale e prima firmataria dell’odg che ieri ha scatenato il putiferio, ha voluto dire la sua, invitando Grillo e Di Pietro a ragionare serenamente sull’argomento e a non approfittarsi della situazione per fare propaganda da bar. “Caro Di Pietro, pregherei te come anche Grillo di non strumentalizzare il seppur faticoso ma sacrosanto dibattito all’interno del Pd, che rimane comunque l’unico partito che ne parla al suo interno e non fa annunci roboanti sulla scia delle polemiche”. Queste le parole della Concia.

FINI

Nei giorni scorsi anche Gianfranco Fini si era esposto in prima persona sul tema delle unioni omosessuali. Parlando della richiesta della Concia di estendere alla Camera le tutele legali e sanitarie alle coppie omosessuali, il Presidente Fini aveva annunciato che prima della fine della legislatura l’Ufficio di Presidenza della Camera dovrà votare la proposta e che è ormai necessario che nel Paese si apra una discussione seria su questo tema, non più rimandabile.

IL CASO ALEMANNO-LUCIO DALLA

E’ di pochi giorni fa il caso Alemanno, il compagno di Lucio Dalla che non avrà accesso all’eredità del cantautore scomparso. Pur essendo il compagno di una vita, l’amato del grande Lucio, ad Alemanno non andrà nulla, ha dovuto perfino lasciare il suo appartamento. Tutto questo perché in Italia non esiste una legislazione a tutela delle unioni omosessuali.

Speriamo che questa sia l’occasione buona.

Simone De Rosas
derosas.simone@gmail.com

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